Una carta clonata? Ecco quanto costa

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Conti Paypal, informazioni bancarie, finti siti di negozi per operazioni di phishing: tutto ha un prezzo nel mercato nero della criminalità informatica. Un rapporto svela i listini e getta luce sulle “professionalità” più richieste...

di Raffaele Mastrolonardo

I dettagli di una carta di credito? Possono costare dai 2 ai 90 dollari. Per entrare in un acconut PayPal, invece ne bastano 10, mentre le credenziali bancarie sono un po' più care: si va dagli 80 ai 700 biglietti verdi. La differenza, ovviamente, è data da quanti soldi sono depositati nel conto. Tutto ha un prezzo nel mercato nero della criminalità informatica e trovare quello che si cerca non è poi così difficile: basta conoscere i forum giusti anche se, in alcuni casi, è sufficiente un'occhiata su Facebook o Twitter.

Sì, perché se l'economia del cyber-crimine è in ascesa, l'offerta di questo tipo di servizi illegali diventa sempre più varia, sofisticata e professionale. A gettare un po' di luce su questo mondo nascosto ai più ci pensa ora un rapporto realizzato da Panda Security, società specializzata in sicurezza. Significativamente intitolato “The cyber-crime black-market: Uncovered”, lo studio apre qualche squarcio sul dietro le quinte della malavita digitale che prospera sul furto di informazioni. A cominciare dai tariffari.

Si scopre così che se 90 dollari sono sufficienti per i dati di una carta di credito (e in alcuni casi tra le informazioni c'è pure il nome da signorina della madre dell'utente), per avere una scheda vera e propria da tenere nel portafogli e usare al ristorante bisogna sborsare almeno 190 dollari. Nel caso, invece, si avesse bisogno di una (finta) piattaforma di pagamento e di un negozio online, se ne possono ottenere per una cifra compresa tra gli 80 e i 1500 dollari. Attenzione però: qui si parla solo di infrastruttura, per il design e la grafica che ricordino gli store online veri si deve mettere in conto un esborso aggiuntivo che varia a seconda del progetto. Insomma, tutto dipende dai gusti e dalle ambizioni. Ma certo il tipo di prestazioni che si possono reperire sulla piazza è davvero ampio. Per esempio, dice il rapporto, nel caso interessasse una bella campagna di spam, si può trovare quello che fa al caso nostro a partire da 15 dollari.

I prezzi ovviamente variano anche in ragione del volume degli acquisti e, come in ogni mercato che si rispetti, l'utente può pretendere delle garanzie. Secondo lo studio, nella maggior parte dei casi i beni comprati e rivelatisi infruttiferi sono sostituiti da altri funzionanti. Non è proprio come “soddisfatti o rimborsati” ma poco ci manca e anche la ricerca di ciò che serve è sempre meno complicata. Prodotti e servizi di cyber-crimine sono per lo più pubblicizzati in forum del sottobosco virtuale non troppo noti anche se, precisa il rapporto, non mancano i più arditi che hanno account su Facebook e Twitter.  

E siccome si tratta di un settore di una certa complessità, anche le professionalità che lo popolano sono variegate. Si va dai programmatori, che sviluppano i software maligni e li usano, ai distributori che hanno il compito di vendere i dati e le informazioni acquisite, agli esperti di tecnologia che si preoccupano di fare sì che l'infrastruttura tecnologica dei malintenzionati sia sempre in perfetta efficienza.

In generale, dice il rapporto, la crescita del mercato delle informazioni digitali è imponente. E se cifre esatte sul giro di affari è difficile darne, un'indicazione della tendenza arriva dalla moltiplicazione delle minacce. Il numero di malware, software maligni, registrati da Panda Security è cresciuto dai 18 milioni del 2008 ai quasi 40 del 2009 fino agli oltre 60 dell'anno scorso.

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