Allarme della Bce sul debito sovrano

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Tensioni su Italia e Germania, che trainano la frenata dei salari. La Banca Centrale avverte: "Sono necessarie riforme per risanare i conti pubblici"

La crescita nell'eurozona prosegue ma l'incertezza resta elevata e nei prossimi mesi è in vista un aumento temporaneo dell'inflazione: lo scrive la Bce nel bollettino mensile avvertendo che sono necessarie subito le riforme strutturali e che tensioni sul debito sovrano ci sono anche per Italia, Spagna e Belgio.

I recenti dati economici "sono coerenti con una positiva dinamica di fondo dell'attività economica, a fronte del perdurare di un'elevata incertezza", spiega la Bce. Secondo la
valutazione del Consiglio direttivo i rischi per queste prospettive economiche sono orientati lievemente al ribasso a fronte di un livello di incertezza "persistentemente elevato". L'Eurotower avverte però che a dicembre "le tensioni nei mercati del debito sovrano dell'area sono rimaste elevate e, come in novembre, non si sono limitate soltanto a Grecia, Irlanda e Portogallo, ma si sono manifestate anche in altri paesi dell'area euro, quali Spagna, Italia e Portogallo".
Inoltre nel breve periodo ci sono evidenze di pressione al rialzo sull'inflazione nell'eurozona, soprattutto per via dell'aumento delle quotazioni delle materie prime. Per crescere dunque i paesi dell'area euro devono attuare con tempestività riforme strutturali "consistenti e di ampia portata" a integrazione del risanamento dei conti pubblici, riforme
particolarmente necessarie nei paesi che hanno subito in passato una perdita di competitività o che al momento risentono di disavanzi di bilancio ed disavanzi esterni
elevati.

Sul fronte italiano invece si registra un forte calo negli ordinativi all'industria. L'Istat rende noto che gli ordini a novembre hanno segnato un -4,3% sul mese: si tratta del peggior
calo da agosto del 2009. Su base annuale invece c'è stato un rialzo del 9,6%. Cresce il fatturato a +0,2% congiunturale e +12,1% tendenziale.
Nel confronto tendenziale relativo al periodo gennaio-novembre, l'indice del fatturato corretto per gli effetti di calendario ha segnato una variazione positiva del 10,1% -  prosegue l'Istat - gli indici grezzi del fatturato e degli ordinativi hanno registrato incrementi tendenziali, rispettivamente, del 12,1% e del 9,6%.

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