Fiat, dopo il referendum si torna a lavoro tra le polemiche

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E' il primo lunedì dopo la vittoria del "sì" che dà il via libera alle nuove condizioni nello stabilimento di Mirafiori. Per la Uilm non ci sono spazi per una trattativa con la Fiom che annuncia: "Faremo causa all'azienda"

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L'esito del referendum a Mirafiori non lascia spazio alla riapertura della trattativa: è un coro unanime di no alla richiesta della Fiom quello che arriva dai sindacati che hanno firmato l'accordo. Oggi la fabbrica Fiat è rimasta chiusa per cassa integrazione, ma martedì 18 i lavoratori rientreranno e i metalmeccanici della Cgil saranno di nuovo alla Porta 2, luogo simbolo dello scontro dei giorni scorsi.

A Piazza Affari, nella prima seduta dopo il referendum, i titoli del Lingotto vanno su: Fiat chiude in rialzo dello 0,75% e supera, per la prima volta dallo spin off, l'importante soglia degli 8 euro, mentre è maggiore lo sprint di Fiat Industrial, in rialzo del 2,87% a 9,85 euro. "La trattativa è conclusa: è un'illusione - afferma il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella - dare l'impressione che possa essere ripresa, perché c'è stata un'intesa ed un risultato referendario chiaro". Concorda il segretario generale del sindacato autonomo Fismic, Roberto Di Maulo: "l'accordo di Mirafiori - osserva - prevede che chi vuole aderirvi può farne richiesta, ma solo accettando per intero le clausole in esso contenute e qualora tutte le parti che l'hanno sottoscritto non abbiano nulla in contrario. Non c'è nessuna trattativa da riaprire, ma solo un accordo da applicare". L'Ugl chiede alla Fiat di mantenere gli impegni assunti rispettando le date previste nell'accordo, mentre l'associazione Capi e Quadri Fiat garantisce che continuerà "ad adoperarsi in tutte le sedi per ampliare l'area della consapevolezza e del consenso, indispensabili per concretizzare i programmi che il risultato del referendum ha reso possibili".

Alla Fiom, che venerdì riunirà tutti i delegati della provincia di Torino, si rivolge il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta: "Mi piacerebbe - dice - che l riconoscesse il risultato del referendum, come ha fatto la Cgil. E non dica che il referendum è illegittimo".

Per il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, un ricorso alla magistratura contro l'accordo di Mirafiori, come hanno ipotizzato la Fiom e la stessa leader della Cgil Susanna Camusso, "sarebbe un errore perché creerebbe una spaccatura difficile poi da ricomporre". Anche il senatore ed ex ministro del Pd Tiziano Treu ritiene che ricorrere ai giudici sia sbagliato perche "non c'è nessun aspetto di illegittimità".

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