Mirafiori, lo scrutinio (e la delusione) in diretta sul web

Una lavoratrice dello stabilimento Fiat di Mirafiori
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Sono stati tanti gli utenti che, nella notte, hanno aspettato i risultati del referendum incollati al pc. In Rete, in tempo reale, gli aggiornamenti dai seggi e le reazioni: tra chi se la prende coi "colletti bianchi" e pochi che si dicono a favore del sì

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di Valeria Valeriano

"Ragazzi gli occhi mi si chiudono, vado a dormire..... cmq forza Fiom e forza operai di Mirafiori". "Io aspetto....mai che magari mi scappa l'inizio della Rivoluzione!". Quando Manuela e Daniele digitano queste frasi su Facebook, è quasi l’alba. I risultati del referendum su Mirafiori non sono ancora ufficiali, ma ormai tutti hanno capito che vincerà il sì.

È stata una notte d’attesa, lunga e incerta, che Manuela e Daniele, come molti altri, hanno passato incollati al computer. Davanti alla tastiera c’erano soprattutto sostenitori del no. Il testa a testa li aveva fatti ben sperare. Fino a quando il seggio 5, quello degli impiegati, ha mostrato come sarebbero andate le cose. Vittoria del sì con il 54 per cento dei voti. “I capi e gli impiegati non avrebbero dovuto votare!”, scrive Stefano. E a prendersela con i “colletti bianchi” sono in tanti. “Nn c'è da meravigliarsi..... loro sono comodi non stanno in catena... è sempre stato così, gli impiegati nn sono mai stati con gli operai”, digita Manuela. “I Kapò Fiat (ufficialmente impiegati) decidono le sorti dell'accordo e consegnano la vittoria al loro padrone”, posta Emanuele.

Tra i delusi c’è anche chi guarda al risultato con ottimismo. Come Ezio: “Comunque il plebiscito del sì non c’è stato, grazie alla dignità degli operai!”. O Marco: “Per stanotte almeno mi sembra di essere tornato ai bei tempi del PCI e di Berlinguer. Speriamo che sia l'inizio di una nuova era”. O Jacopo: “La maggioranza degli operai ha detto no”. O Agi: “Quel 47 per cento degli operai che hanno votato con la Fiom hanno ridato dignità ad un'Italia paralizzata che lentamente si sta affondando nel palude del più bieco neoliberismo concusso con il malaffare”.

Un lato positivo del “referendum padronale” si può trovare anche sulla pagina Facebook di Fiom-Cgil: “I diritti dei lavoratori sono tornati in prima pagina”. E su quella di Informare contro informando: "La vittoria di Pirro: Marchionne ha ottenuto un sì grazie al voto degli impiegati (-20) e di parte degli strati operai non in linea. La resistenza è stata forte (in aumento rispetto a Pomigliano). Gli operai sono tornati al centro della lotta politica! Uniti contro la crisi!”. Proprio questi profili, durante la notte, sono stati attivissimi nel fornire i risultati degli scrutini in diretta. Così come il gruppo "Anche noi con la Fiom" e la pagina “Noi con la Fiom”.

Tanti commenti anche su Twitter. “I risultati del referendum di Mirafiori dimostrano a Marchionne che i lavoratori hanno la schiena dritta e tanta tanta dignità”, scrive pierstefano. “È vergognoso che un contratto che al 90 per cento si rivolge agli operai venga votato anche dagli impiegati”, twitta bncbrn. “Esprimo tutta la mia ammirazione per chi, nonostante tutto, ha provato a dire no a Mirafiori”, digita jpezzato.

In minoranza, e attivi soprattutto quando già è giorno, gli utenti che benedicono la vittoria del sì. “Sembrerà strano, ma io avrei votato sì all'accordo di Mirafiori...cioè, al di là di Marchionne, mi sembra ragionevole a vederlo da esterno”, scrive bbd8787. “Un 53 per cento di lavoratori responsabili hanno salvato un 47 per cento di persone irresponsabili, schiavi di sindacati ideologici”, continua Med_Nico. “Fiat, hanno vinto i sì, è un buon giorno per l'Italia, maggiori speranze e maggiori prospettive per tutti”, digita Arnaldo sulla fan page non ufficiale dell’amministratore delegato di Fiat su Facebook. “Un passo verso il rinnovamento del paese! Ed un investimento che rilancerà il Piemonte. Speriamo che abbiano capito che i sindacati possono rivelarsi i peggiori nemici dei lavoratori quando difendono posizioni retrograde!”, gli fa eco sulla stessa pagina Giorgio. E Luigi aggiunge: “È un grande giorno per Torino, x l'Italia e per la parte italiana di Fiat. Adesso vediamo che accade, ma siamo fiduciosi. Avanti così”.

Ma trovare commenti a favore del sì non è facile. I post in rete, per la maggior parte, appoggiano le ragioni del no e oscillano tra la delusione per il risultato e l’orgoglio per gli operai. Alcuni utenti, però, non si lasciano abbattere dalla sconfitta. “Ora avanti verso lo sciopero del 28”, scrive Jacopo. E Sergio: “Compagni è ora di tornare in piazza”. E Bruno: “Non ti illudere Marchionne. La lotta continua. Arrivederci al 28 gennaio”.

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