Mirafiori, Marchionne festeggia. Ma la Cgil non ci sta

Sergio Marchionne e Susanna Camusso
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Al referendum sul futuro dello stabilimento ha vinto il sì (54%), ma la maggior parte degli operai alla catena di montaggio ha votato no. L'ad Fiat: "Una scelta lungimirante". Camusso: "Bocciato modello autoritario". Fiom: "L'azienda apra un tavolo"

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Ha vinto il sì. L'accordo su Mirafiori, firmato dalla Fiat con Fim, Uilm, Fismic e Ugl, passa con il 54% di voti favorevoli. Decisivo il voto degli impiegati. "Una scelta coraggiosa", la definisce l'amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne che ringrazia i lavoratori e parla di "svolta storica", mentre il presidente John Elkann invita "ad archiviare le polemiche" e garantisce "il pieno e convinto sostegno della famiglia".
Ora si rispettino gli impegni sull'investimento, dicono il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi e il ministro dell'Interno, Roberto Maroni. Plaude all'esito del referendum anche la presidente degli industriali, Emma Marcegaglia che rilancia il "patto di New York" con Marchionne, per chiudere in tempi brevi la partita Confindustria-Fiat: "Appena faremo il contratto auto rientrerà". Il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, parla di "vittoria del sì inequivocabile e importante", per il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti "hanno vinto le ragioni del lavoro".

La Fiom però non demorde, "gli operai - dice - non ci hanno lasciati soli": per il segretario generale, Maurizio Landini, sarebbe "un atto di saggezza riaprire una trattativa", mentre Susanna Camusso, leader della Cgil, sostiene che il voto di Mirafiori ha bocciato "la possibilità di governare la fabbrica senza il consenso dei lavoratori". Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, chiede di rispettare l'esito del referendum, ma anche il disagio degli operai.

Marchionne: "E' stata una scelta lungimirante" - "Siamo lieti - afferma Marchionne - che la maggioranza dei lavoratori di Mirafiori abbia compreso l'impegno della Fiat per trasformare l'impianto in una fabbrica di livello internazionale. Non hanno scelto soltanto di dire sì ad una nuova possibilità per Mirafiori, quella di lavorare e competere tra i migliori. Hanno scelto di prendere in mano il loro destino, di assumersi la responsabilità di compiere una svolta storica e di diventare gli artefici di qualcosa di nuovo e di importante". "In un Paese come l'Italia, che è sempre stato legato al passato e restio al cambiamento, e il referendum in parte lo ha dimostrato - prosegue l'ad del Lingotto - la scelta di chi ha votato sì è stata lungimirante. Rappresenta la voglia di fare che si oppone alla rassegnazione del declino. Sono sempre stato molto orgoglioso di quello che Mirafiori rappresenta per la Fiat, come custode della tradizione industriale della nostra azienda e del nostro Paese, e anche per quello che ha dimostrato di saper fare".

Fiom: "Nessuna firma tecnica" - Sempre per bocca di Landini la Fiom ribadisce però la sua intenzione di non firmare l'accordo ma intensificare la propria opposizione al nuovo contratto. Il sindacato valuterà "tutte le azioni sia sul piano giuridico che sindacale" per contrastare il "modello non accettabile". Continueremo insieme ai lavoratori, forti di questo risultato - prosegue- una battaglia di civiltà, in difesa dei diritti, per riconquistarli". "La firma tecnica - prosegue -  non esisteva prima né tanto meno esiste ora, dopo questo voto". E a chi gli fa notare che le tute blu della Cgil uscirebbero comunque dalla  rappresentanza sindacale interna alla fabbrica risponde: "Mi fa sorridere la considerazione perché se c'è un sindacato che dimostra di essere rappresentativo con questo voto è la Fiom. Chi sarà dentro la rappresentanza, con questo accordo, non conterà nulla visto che  decide tutto l'azienda. Ma noi invece saremo comunque dentro perché i lavoratori sono dentro, loro non escono e per riconquistare i diritti  le metteremo in campo tutte" conclude.

Camusso: "Servono nuove regole" - Sull'esclusione della Fiom dalla rappresentanza sindacale è intervenuta anche Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil, secondo cui "il voto di Mirafiori conferma l'esigenza di definire regole di rappresentanza e democrazia per tutti". La leader del sindacato ha ricordato che "tra gli operai direttamente interessati alla produzione è  prevalso il no" e ha poi ringraziato "le rsu di Mirafiori che hanno avuto il coraggio di dire di no e fare una battaglia molto complicata in condizioni molto difficili per poter dire che non si devono  trasformare le fabbriche in caserme" e ribadendo che "non si possono governare le fabbriche nelle quali la maggioranza dei lavoratori dice no".  Analizzando il voto la Camusso ha voluto poi sottolineare come  il totale dei voti contrari all'accordo firmato da tutti i sindacati, ad eccezione della Fiom, si è attestato su 2.307 no. "Siccome la Fiom a Mirafiori ha circa 600 iscritti - ha spiegato - e ha ottenuto oltre 900 voti all'ultima elezione delle Rsu, l'area dei voti contrari è molto piu' vasta, una rappresentanza che va molto oltre".

Bonanni: "Mirafiori usata con cinismo da alcuni"
- "La vittoria dei sì al referendum di Mirafiori anche tra gli operai e non solo tra gli impiegati è un fatto inequivocabile ed importante. Nessuno può metterlo ora in discussione" sottolinea il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni in una nota. "Dopo tantissimi anni è la prima volta che si vince un referendum a Mirafiori su materie di flessibilità, nonostante l'estrema politicizzazione, le minacce e le provocazioni di questi giorni. Da alcuni la vicenda di Mirafiori è stata utilizzata con cinismo per discutere del futuro delle aggregazioni politiche più che come garantire l'occupazione e lo sviluppo dello stabilimento. La vittoria chiara del sì è la risposta di chi ha scelto con senso di responsabilità il lavoro piuttosto che l'incertezza per il futuro e la confusione. Siamo contenti che sia prevalso il buon senso e la ragionevolezza. Questo voto è certamente un bene per Torino, per tutto l'indotto e rappresenta un segnale positivo per tutto il sistema-paese perché vuol dire che in Italia si può investire nonostante tutti i profeti di sventura".

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