Referendum, Mirafiori batte Pomigliano: affluenza record

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Il 96% delle tute blu ha votato l'accordo per le nuove condizioni di lavoro. Berlusconi: "Mi aspetto vittoria del sì". Trovato un volantino con una stella a cinque punte nello stabilimento. SEGUI I RISULTATI IN DIRETTA SU SkyTG24

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Affluenza record alle urne delle carrozzerie di Mirafiori per il referendum sull'accordo per il rilancio dello stabilimento Fiat: hanno votato 5.213 lavoratori (96% aventi diritto). Lo riferiscono fonti vicini alla commissione elettorale, fornendo il dato ufficiale e correggendo il dato dei 5.218 dato inizialmente dai sindacati. Ecco i votanti seggio per seggio: nel primo (lastratura) ci sono 442 schede, nel secondo sempre in lastratura ce ne sono 424, nel terzo (verniciatura, e magazzinaggio) sono 240 mentre nel terzo sempre nel reparto
magazzinaggio ce ne sono 218. Nel reparto impiegati le schede sono 449, nel sesto seggio (montaggio) ce ne sono 819 mentre nel settimo, sempre montaggio, sono 732. Nell'ottavo seggio ancora montaggio sono 836 mentre nel nono sono 669.
A Mirafiori hanno votato più lavoratori di quelli che si erano espressi la scorsa estate per Pomigliano. E, chiuse le urne, prosegue la polemica tra i sostenitori del sì e quelli del no sul futuro dello stabilimento.

Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi si è detto convinto che con la vittoria del no la situazione sarebbe "sostanzialmente irreversibile il giorno dopo" con il rischio di perdere un investimento "decisivo per l'intera filiera dell'auto italiana". Sul risultato del voto regna l'incertezza anche se prevale la fiducia su un risultato positivo. "Penso che vinceranno i sì con percentuale piuttosto elevata e che quindi vincerà il buonsenso" - ha detto in mattinata il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi mentre in quella parte del sindacato che ha firmato l'accordo (Fim,Uilm, Fismic e Ugl mentre Fiom e Cobas hanno detto no) c'è ottimismo sulla vittoria del sì ma non ci si sbilancia sulle percentuali.

"I lavoratori che voteranno sì, che sono fiducioso saranno la maggioranza, non solo voteranno con la schiena dritta al pari degli altri ma daranno prova di buonsenso e di avere sale nella zucca" ha detto il numero uno della Fim, Giuseppe Farina rispondendo alle dichiarazioni di Luigi de Magistris (Idv) di "autocertificazione di schiavitù". "E' un referendum importante - ha detto il leader della Uilm Rocco Palombella - ma dal risultato incerto. Sono comunque fiducioso che la maggioranza dei lavoratori voterà si. Non credo la percentuale sia molto ampia".

"Sul risultato - dice il numero uno della Fismic, Roberto di Maulo - sono fiducioso che i lavoratori di Mirafiori anche questa volta avranno la lucidità e la maturità di difendere il proprio posto di lavoro. L'alta partecipazione al referendum secondo il segretario nazionale Ugl Antonio d'Anolfo - è il "segnale del fatto che i dipendenti di Mirafiori hanno capito l'importanza di esprimersi su un accordo che garantirà loro stabilità e occupazione".

"L'unico dato che abbiamo è una affluenza significativa, assolutamente prevedibile - dice il segretario Fiom di Torino Federico Bellono - c'è una pressione fortissima sulle persone. Non avremmo dubbi sulla vittoria del no all'accordo se si trattasse di un referendum libero. Pensiamo che in tutti i casi, sia di vittoria di sì che del no non sarà un plebiscito". Comunque andrà il referendum la Cgil si augura che le modalità che propone la Fiat non si diffondano: "Le ipotesi e le modalità che propone la Fiat - ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso - non fanno parte della cultura di questo Paese e non devono diffondersi. Se l'accordo Fiat è moderno - ha detto ancora - ben venga la conservazione perché‚ dentro quell'accordo non c'è nessuna modernità, c'è l'idea antica del comando autoritario e del rapporto puramente gerarchico tra il lavoratore e l'impresa".

Volantini siglati Movimento comunista rivoluzionario con una stella a cinque punte di colore nero racchiusa in un cerchio sono stati trovati all'interno dello stabilimento Fiat di Mirafiori in una stanza attigua a dove si svolgono le operazioni di voto per il referendum sul piano di rilancio dello stabilimento torinese. Analoghi volantini intitolati "E' l'ora della coscienza rivoluzionaria!!" sono stati distribuiti giovedì sera davanti alla posta durante il cambio turno

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