La Fiom: "Sull'accordo di Mirafiori nessuna firma tecnica"

Maurizio Landini, della Fiom
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Landini, leader dell'unico sindacato a non aver firmato il contratto dello stabilimento Fiat, conferma il no all'intesa in vista del referendum che si terrà il 13 e 14 gennaio. Scongiurata la rottura con la Cgil dopo le frizioni dei giorni scorsi

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Sull'accordo di Mirafiori tra Fiat e sindacati, il leader della Fiom (l'unica organizzazione a non aver sottoscritto l'intesa), Maurizio Landini, non cambia opinione in vista del referendum che si terrà il 13 e il 14 gennaio, ma si dice disponibile "a riaprire le trattative per riconquistare un contratto nazionale degno di questo nome".
Landini ha parlato durante la trasmissione di Rai 3 'In 1/2h', in un confronto-scontro con il vice presidente di Confindustria e membro del Cda di Fiat Industrial, Alberto Bombassei. "Ci deve essere pari dignità tra lavoro e imprese - ha aggiunto il sindacalista - votare sì all'accordo di Mirafiori è come se si dicesse ai cittadini di Torino di uscire dall'Italia in tempi in cui si celebrano invece i 150 dell'Unità. E' il contratto nazionale che fa l'Unità del Paese".

Bombassei: "Marchionne vuol tener testa alla concorrenza" - Una posizione decisamente diversa da quella di Alberto Bombassei: "Oggi per investire in Italia alcune condizioni sono inevitabili. Non è ricatto quello che ha chiesto Marchionne, ma solo tenere testa alla concorrenza globale".
"Trovo singolare che in Italia si vota sul referendum solo quando Marchionne lo chiede sotto ricatto" ha replicato Landini, ribadendo che la Fiom non dà indicazioni di voto sul referendum, perché non intende "scaricare su 5.300 persone quello che sta succedendo". Il sindacato, ha sottolineato Landini, sarà comunque "loro vicino qualunque sia l'esito".

"La parola deroga non significa che il contratto è peggiorativo, può anche essere migliorativo" ha ribattutto Bombassei, sottolineando di "non capire perché ci si stupisca dell'applicazione di alcune deroghe, non c'è nessuna violazione dei diritti dei lavoratori". All'accusa di Landini che Fiat sugli accordi di fabbrica è uscita da Confindustria, Bombassei ha poi risposto che "non è corretto dire che Fiat è uscita da Confindustria, in realtà, vista la riorganizzazione, non è entrata, perché sono nate due NewCo. E' una scelta tecnica, ci auguriamo sia temporanea e strumentale".

Landini: "C'è uno statuto anche per la Camusso e la Cgil" - Quanto invece all'eventuale invito del segretario nazionale Cgil, Susanna Camusso, a sottoscrivere comunque una firma (seppur tecnica) sull'accordo di Mirafiori, Landini ha risposto che "c'è uno statuto anche per la Camusso, che impedisce di firmare accordi del genere".
"Un accordo così la Fiom non lo firma il problema vero di questo accordo è che si propone un modello di competitività che non garantisce lavoro nel futuro". Bombassei ha invece osservato che "oggi garantire posti di lavoro è il bene più importante che ci sia. Le condizioni previste dall'accordo di Mirafiori sono quelle applicata nella stragrande maggioranza degli stabilimenti di produzione auto nel mondo. La competizione è globale, dobbiamo avere le stesse regole".

Camusso: "Siamo con la Fiom" - E nella serata arriva anche il commento del segretario della Cgil Susanna Camusso, che puntualizza: "Il tema non è mai stato una soluzione tecnica, ma come garantire la libertà dei lavoratori di avere un sindacato e di eleggere i propri rappresentanti".
Per questo, aggiunge Camusso, il 28 gennaio la Cgil parteciperà allo sciopero generale indetto dalla Fiom dopo la sigla separata dell'accordo sullo stabilimento Fiat di Mirafiori. Lo ha affermato la segretaria generale Susanna Camusso sottolineando che la Cgil "è impegnata con la Fiom per la massima riuscita dello sciopero".

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