Settimana calda per la Fiat, i sindacati affilano le armi

Un presidio della Fiom davanti allo stabilimento di Mirafiori
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Il 13 e il 14 gennaio il referendum del lavoratori di Mirafiori sull'accordo raggiunto il 23 dicembre, senza la Fiom. I due fronti si sfidano sul futuro dello stabilimento, tra assemblee, appelli su Facebook, volantinaggi e sms

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Una settimana calda, la prossima, per lo stabilimento Fiat di Mirafiori, che culminerà, il 13 e il 14 gennaio, con il referendum dei lavoratori sull'accordo raggiunto il 23 dicembre tra aziende e sindacati (esclusa la Fiom). Accordo che prevede, tra l'altro, la produzione a regime di 280mila vetture l'anno tra Suv Chrysler e Alfa Romeo e nuove regole in materia di turni, pause e assenteismo.

E a Torino i sindacati affilano alle armi per la partita sul futuro dello stabilimento: dalle assemblee di fabbrica a Facebook, dalla tv al 'camper metalmeccanico', dai volantinaggi al "Muro delle verita"', fino agli sms. 
In campo da una parte Fiom, con Cobas e Ubs, schierati per il 'no' all'accordo, dall'altra, Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Associazione Capi e Quadri, che quell'accordo lo hanno firmato e ora lo difendono: senza esclusione di colpi, da una parte e dall'altra. E così si rivedono scene  entrate a far parte della storia del sindacato e di Mirafiori, come gli opposti volantinaggi davanti ai cancelli della fabbrica, ma anche novità assolute per la lotta sindacale, al passo coi tempi.
Come l'invito del segretario della Fismic, Roberto Di Maulo, ai suoi iscritti e simpatizzanti: "Boicottate RaiTre e La7. Cancellatele dai vostri telecomandi". Il motivo? ai suoi occhi sono colpevoli di dare troppo spazio alla Fiom e ai suoi leader, Maurizio Landini e Giorgio Airaudo, "monopolisti delle presenze" da Lucia Annunziata (Mezz'ora), da Luca Telese e Luisella Costamagna (In Onda) e Gad Lerner (L'infedele).

La risposta del 'no' arriva da Facebook, dove il malumore degli operai corre senza freni e con qualche staffilata. "Nuova Fiat Panda: e' tutto compreso, schiavi in mano", recita un 'post' sulla pagina del gruppo aperto 'Mirafiori in diretta'. I tempi della partita saranno serrati, scanditi da appuntamenti già fissati, da una parte e dall'altra. Oggi nella storica piazza Castello torna il 'camper metalmeccanico' della Fiom che ha esordito per la "Epifania metalmeccanica". Ai torinesi impegnati nello shopping, le tute blu della Fiom spiegheranno il loro slogan ("Il lavoro non è in saldo") ed esporranno, sul "muro della verità" le 33mila adesioni all'appello pro-Fiom lanciato da Andrea Camilleri, Paolo Flores d'Arcais e Margherita Hack su Micromega.

Lunedì intanto torneranno al lavoro i primi 800 addetti della linea dell'Alfa Mito e il camper della Fiom sarà ai cancelli di Mirafiori a distribuire volantini. Ma ci saranno anche Fim, Uilm, Fismic e Ugl, con il loro volantino, di segno opposto. Martedì il camper "parlerà" alle istituzioni (sosterrà di fronte al consiglio comunale e regionale) e quando mercoledì rientreranno in fabbrica tutti i lavoratori delle Carrozzerie, il 'fronte del sì" organizzerà un'assemblea pubblica alla Galleria d'arte moderna (Gam). In serata, con l'inizio del turno di notte, la Fiom darà il via alle assemblee dei lavoratori in fabbrica, che proseguiranno anche al primo e al secondo turno del giorno successivo. Con il terzo turno di giovedì partirà il referendum e si attenderanno i risultati, previsti per venerdì sera.

Intanto sul caso Mirafiori, in un'intervista al Messaggero in edicola oggi 8 gennaio, Bonanni si dice convinto che gli investimenti del Lingotto servano all'Italia e che "compito del sindacato è negoziare le condizioni migliori per i lavoratori, sapendo che l'accordo è parte non secondaria del consenso dei mercati all'investimento". "Ora - conclude il segretario della Cisl - spero che il sì prevalga al referendum e che poi Fiom firmi".

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