Da AirOne all'asfalto d'Abruzzo, Toto plana sulle autostrade

Nella foto Carlo Toto, già patron di AirOne e ora titolare delle autostrade d'Abruzzo
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Prosegue la corsa di Carlo Toto: partito dai subappalti del padre per le strade, arriva ad avere la piena concessione di A24 e A25. In mezzo, l'avventura nei cieli, con le luci ed ombre della compagnia con cui ha osato sfidare anche Alitalia

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di Serenella Mattera


Dall’asfalto ai cieli. E ritorno. La parabola di Carlo Toto, l’imprenditore teatino assurto alle cronache nazionali con gli aerei della flotta AirOne, lo vede oggi tornare sulle strade del suo Abruzzo. Dalle quali, a dire il vero, non aveva mai staccato i piedi. Ma di cui adesso è ufficialmente il padrone. Con la cessione da parte di Atlantia del 60% della Strada dei Parchi al gruppo Toto (che deteneva già il 40%), Carlo Toto ottiene infatti il pieno controllo delle autostrade A24 Roma-L’Aquila-Teramo e A25 Torano-Pescara. E sposta l’asse del proprio business dagli aerei alle concessioni autostradali.

Ancora presto per dire quali saranno i prossimi passi: Toto attende l’esito della gara sulla Ferrara-mare, ma guarda con interesse anche ad altre tratte, come la Pontina. Senza dubbio, però, quello dell’imprenditore originario di Chieti, classe ’44, è un ritorno alle origini. Proprio sull’asfalto abruzzese, infatti, suo padre pone le basi dell’azienda di famiglia, prendendo subappalti per i lavori stradali. Ma Carlo, ultimo di tre figli, non si accontenta e punta subito più alto: dai subappalti agli appalti, medi e grandi, imponendosi presto sul mercato locale. L’ascesa sembra destinata a interrompersi con Tangentopoli: quando l’imprenditore, finito con politici locali e parlamentari della Dc in un processo per corruzione, nel 1995 patteggia 11 mesi per le accuse che lo riguardano, e cioè di aver pagato tangenti per la costruzione di un megaparcheggio.

Ma il riscatto arriva dal cielo. Schivo, di poche parole, ma con grandi ambizioni, Carlo nel 1988 rileva la Aliadriatica, una piccola società pescarese specializzata nei servizi di aerotaxi. E nel 1994 acquista il primo Boeing 737, per voli charter. Di qui parte, nel 1995, la sfida al monopolio Alitalia con i primi voli nazionali di linea e il debutto del nome AirOne sulla rotta più prestigiosa: la Fiumicino-Linate. Poi una continua ascesa, con il superamento nel 2006 del 33% della quota di mercato nazionale e il tentativo di acquistare la stessa Alitalia, in concorrenza anche con il colosso Air France-Klm.

Toto ormai non è più un outsider: la stampa nazionale si occupa a più riprese di lui. Ne mette in evidenza luci e ombre: il lavoro duro e le intuizioni che costellano la sua carriera, ma anche le amicizie trasversali nel mondo della politica, cui non fa mancare i suoi finanziamenti. Da ultimo, il suo nome spunta anche nella controversa inchiesta che coinvolge l'ex sindaco di Perugia Luciano D'Alfonso: li lega, spiega D'Alfonso, negando ogni ipotesi di illecito, un'amicizia cementata dal fatto che l'imprenditore è stato suo testimone di nozze.

Nel 2008 il patron di AirOne si unisce alla cordata Cai (con un investimento di 60 milioni) e la sua compagnia viene inglobata nella nuova società, debiti inclusi. Dopo la fusione, lo stesso Toto continua comunque a fittare a Cai in leasing operativo gli aerei che compra con la neonata società irlandese Ap Fleet,. Un’attività che, secondo Il Sole 24 ore, “sostiene” i suoi conti e trova un impiego per “i jet Airbus nuovi di zecca che alcuni anni fa Toto si era impegnato ad acquisire, pur senza avere sufficienti capitali, grazie al credito bancario”.

Ridimensionate, dunque, la presenza e le ambizioni nei cieli d’Italia, l’imprenditore teatino torna al primo amore, le strade. E mentre il suo gruppo continua a lavorare nell’edilizia (punterebbe anche all’appalto per il porto di Ancona), Toto con 89 milioni prende il pieno controllo fino al 2030 della Strada dei Parchi, di cui era già stato presidente.

Più di 150 mila macchine al giorno percorrono l’A24 e l’A25, che, secondo lo stesso gruppo Toto, “rappresentano un sistema di collegamento strategico tra la dorsale tirrenica e quella adriatica”. L’acquisizione, subordinata al via libera dell’Antitrust, arriva in contemporanea all’aumento delle tariffe autostradali (circa l’8% in più). E mentre qualche analista rileva la modesta contropartita della cessione, il nuovo concessionario fa notare che gli aumenti tariffari sono legati agli investimenti: Strada dei Parchi dovrà effettuare interventi di manutenzione, ordinaria e straordinaria, ma anche nuovi investimenti, come quelli per l’asse di penetrazione urbana della A24 a Roma.

Insomma, un nuovo capitolo nella corsa di Carlo Toto si è aperto. Non l'ultimo, probabilmente. Resta ancora, ad esempio, il progetto "Rail One", per inserirsi con propri treni nella prateria aperta dalla liberalizzazione delle Ferrovie.

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