Una famiglia su tre non può far fronte a spese impreviste

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Nel 2009, il 15,2% dei nuclei familiari ha presentato tre o più “sintomi di disagio economico”. Insieme alle coppie con almeno tre figli, si trova in difficoltà anziani e chi ha un solo genitore

Secondo i calcoli di Adusbef e Federconsumatori, tra rincari di alimentari, benzina, tariffe, assicurazioni e servizi bancari, il 2011 sarà "un anno infelice", con un impatto di 1.016 euro annui a famiglia.
A questo, poi, si aggiunge un altro dato rilevato dall'Istat (l'Istituto nazionale di statistica): tra debiti e spese improvvise, gli italiani sono sempre più a rischio. Una famiglia su tre, infatti, non riesce a far fronte agli imprevisti.
Nel 2009, il 15,2% delle famiglie italiane ha presentato tre o più sintomi di disagio economico tra quelli previsti dall'indicatore sintetico definito dall'Eurostat.
Questo valore non presenta variazioni statisticamente significative rispetto all'anno precedente e si conferma molto più elevato tra le famiglie con cinque componenti o più (25,8%), residenti nel Mezzogiorno (25,1) e tra le famiglie con tre o più minori (27,1).

750 euro? Rappresentano un problema -
Tra il 2008 e il 2009 crescono, invece, le famiglie che non potrebbero far fronte a spese impreviste di 750 euro (dal 32% al 33,3% in media), quelle che sono state in arretrato con debiti diversi dal mutuo (dal 10,5 al 14% di quelle che hanno debiti) e quelle che si sono indebitate (dal 14,8 al 16,5 per cento).
L'incremento delle famiglie che hanno debiti diversi dal mutuo si osserva, in particolare, tra quelle del Centro e del Nord che passano, rispettivamente, dal 16,2 al 19,0 per cento e dal 15,0 al 17,9 per cento. Inoltre, nel Centro, aumentano le famiglie che dichiarano di non potersi permettere una settimana di vacanza (da 36,7 al 39,2 per cento) e, nel Nord, quelle che, almeno una volta nel corso dell'anno, non hanno avuto soldi per acquistare cibo (dal 4,4 al 5,3%).
La perdita del lavoro, come pure l'entrata in periodi di cassa integrazione, che hanno pesantemente caratterizzato il 2009, hanno colpito soprattutto le famiglie che si trovavano in condizioni di deprivazione materiale già nel 2008 (60 per cento delle famiglie). In molti casi, la presenza di altri percettori di reddito ha, invece, tamponato la situazione garantendo la permanenza nello stato di non deprivazione.

360mila disoccupati in più nel 2009 - La caduta dell'occupazione (360 mila occupati in meno nel 2009) ha riguardato, infatti, soprattutto i figli, celibi e nubili, che vivono nella famiglia di origine (tra i 15 e i 34 anni, -332 mila unità), mentre i genitori (-98 mila unità) hanno potuto contare su un ricorso massiccio alla cassa integrazione.
Inoltre, la perdita di occupazione dei figli è stata più frequente nelle famiglie con almeno due percettori di reddito.

Redditi - I risultati dell'indagine confermano l'esistenza di un profondo divario territoriale: il reddito medio delle famiglie che vivono nel Sud e nelle Isole è inferiore di circa un quarto rispetto a quello delle famiglie residenti al Nord.
Inoltre, la distribuzione dei redditi delle famiglie residenti nel Sud e nelle Isole è maggiormente concentrata nelle fasce di reddito più basse, rispetto a quella del Centro-Nord.
Il reddito medio delle coppie con figli è pari a 34.962 euro, quello delle coppie senza figli è di 24.950 euro. Fra le famiglie con figli, quelle in cui è presente un solo genitore presentano i redditi meno elevati: nel 2008, il 50 per cento di queste famiglie ha potuto disporre infatti di meno di 25.658 euro (2.138 euro al mese). Anche il reddito delle coppie con almeno un figlio minore è relativamente più basso: nel 50 per cento dei casi possono contare su meno di 30.600 euro (2.550 euro al mese).

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