Bce: aumenta la disoccupazione di lunga durata

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Resi noti i dati della Banca centrale europea: nei primi sei mesi del 2010 aumenta di un terzo il numero di persone rimaste senza lavoro per almeno un anno. In Italia debito pubblico al top, ma non crescerà nel 2012

Allarme disoccupazione nell'area euro. A lanciarlo la Bce nel suo bollettino mensile. "Le condizioni del mercato del lavoro hanno continuato a stabilizzarsi negli ultimi mesi - scrive l'istituto di Francoforte - ma l'aumento della disoccupazione di lungo periodo è motivo di preoccupazione ed esige una risposta di policy efficace".
In particolare infatti la Bce sottolinea come la durata della disoccupazione sia bruscamente aumentata nell'area dell'euro: "Il numero di persone rimaste disoccupate per almeno dodici mesi - si legge nel bollettino - ha subito un incremento del 30% nell'anno fino al secondo trimestre del 2010, a fronte di una crescita media del 4% registrata nel periodo 2008-2009".

"Al fine di ridurre la disoccupazione strutturale e il rischio di erosione del capitale umano associato ai lunghi periodi di disoccupazione - per la Bce - sono auspicabili politiche intese a promuovere la moderazione e la flessibilità salariale, insieme ad altre politiche attive per il mercato del  lavoro, che rendano più efficiente l'incontro tra domanda e offerta e che rafforzino l'attaccamento al mercato del lavoro da parte dei  disoccupati di lungo periodo".     

Per quanto riguarda invece il debito pubblico, secondo le previsioni di Francoforte, nel 2012, il rapporto medio tra debito e Pil dell'area dell'euro dovrebbe arrivare ad ammontare all'87,8% del Pil, e quattro paesi dell'area (Belgio, Irlanda, Grecia e Italia) dovrebbero registrare un rapporto debito/Pil superiore al 100%.
Sempre nel 2012 però  è probabile che il debito pubblico in rapporto al Pil "aumenti in tutti i Paesi dell'area euro nel 2011 e in quasi tutti nel 2012, a eccezione di Germania e Italia".

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