Mamme precarie, quando l'attesa non è così dolce

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Va in onda su Current la prima puntata del reportage dedicato alle difficoltà delle donne incinte. Tra lavori in nero e licenziamenti. GUARDA L'ANTICIPAZIONE

Durante i colloqui di lavoro dissimulano la gravidanza e nascondono il pancione. Agli sportelli municipali delle Politiche per le Famiglie non fanno riconoscere i propri figli al padre e si dichiarano ragazze-madri per assicurare al bebé un posto all'asilo nido e altre agevolazioni.

C'è chi invece al momento del rinnovo di un contratto a progetto come educatrice nella scuola, si è sentita dare il benservito perché "troppo incinta". Sono le storie di Maternità Precaria, il reportage Vanguard realizzato da Martina Proietti e Giovanni Pompili, filmmaker del network italiano di video-reporter indipendenti di Current, in onda mercoledì 8 dicembre alle ore 21.10, sul canale 130 Sky.

Un'investigazione in due puntate (la prossima in onda il 15 dicembre) attraverso le eseprienze di donne di età compresa tra i 25 e i 38 anni, felici per l'arrivo di un bimbo ma estremamente fragili dal punto di vista lavorativo, tutte in dolce attesa ma con contratti di lavoro a progetto, magari retribuiti in nero o vittime di licenziamenti senza preavviso. Giovani future madri alle prese con una società, quella italiana, dove la spesa a favore delle politiche del Welfare sfiora l'1,2% del Pil, contro una media europea del 2,4%. In Italia, infatti, a livello nazionale esiste solo il “Fondo nuovi nati”, una sorta di prestito con garanzia statale, pari a 5000 euro che lo Stato eroga alle famiglie con tasso agevolato. Soldi che devono chiaramente essere restituiti. "Preferisco chiedere un prestito a mia madre, almeno non vuole gli interessi" dice una donna incinta al sesto mese, ai microfoni di Current TV.

A lei si unisce il commento di un'altra giovane ricercatrice precaria in gravidanza che dice: "In questo Paese il welfare sono i nonni, gli amici, i parenti". Quelle di Maternità Precaria sono storie di giovani mamme che nel periodo più felice della loro vita scoprono che il vivere di lavoro precario si paga a caro prezzo. Scoprono il licenziamento, il blocco della carriera, la solitudine, la mortificazione di non essere autonome.

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