Crisi, se una città grande come Monza venisse pignorata...

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Secondo i dati forniti da Adusbef e relativi al 2010, 150mila case finiranno all'asta a causa dei pignoramenti. "Le procedure immobiliari potrebbero far sparire l'equivalente di un capoluogo del Nord". I DATI

La crisi "morde" ancora e molte famiglie pagheranno un conto salato con i pignoramenti che quest'anno cresceranno in media di oltre il 30% rispetto al 2009 (di quasi il 70% nel triennio 2008-2010).
Morale: oltre 150 mila case finiranno all'asta. Il quadro emerge dalle cifre raccolte da Adusbef attraverso un monitoraggio in 35 dei maggiori Tribunali italiani: i dati sono stati raccolti e comunicati in gran parte dai giudici fino ai mesi di ottobre-novembre scorso e proiettati da Adusbef su base annua.

"L'insostenibile crisi economica - sottolineano Elio Lannutti e Rosario Trefiletti nello studio - porta sempre più famiglie italiane a non poter onorare le rate dei mutui, impegno sempre più gravoso che mangia il 33% del reddito e si traduce, per almeno 350 mila famiglie, in un rischio reale di insolvenza".
Da qui la richiesta avanzata dai consumatori di un decreto "salva-famiglie", con sgravi fiscali per i redditi sotto i 25.000 euro.

Secondo queste stime, scrive l'Abusbef, "le procedure immobiliari, pari al 2,4% del totale dei mutui (quindi a circa 150.000 su 3,6 milioni del totale, con circa 28.000 procedure avviate solo nel 2010) potrebbero far sparire una media città come Monza".
Gli aumenti maggiori di pignoramenti si registrano a Milano (+1.592, per un totale di 4.885), seguita da Torino (+930); Roma (+728); Monza (+424); Verona (+425); Bergamo (+416); Lecce (+365); Brescia (+290); Genova (+336).
In fondo alla graduatoria le famiglie residenti a Rovigo (+13,8); Venezia (+13,9%); Forlì (+16,1%); Vicenza (+16,7); Perugia (+18,1%). Alla luce di questi dati, per Adusbef, "occorre un urgente decreto 'salva-famiglie', anche con sgravi fiscali di almeno 1.500 euro per i redditi sotto i 25.000 euro a favore di lavoratori a reddito fisso e dei pensionati, per attutire le gravi ricadute sull'economia reale che già sconta una recessione da economia di guerra che diventerà più pesante nei prossimi mesi quando il crack finanziario globale dispiegherà i suoi effetti sulle fasce sociali più deboli".

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