Digital divide, una questione di reddito

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Chi guadagna di più si connette più spesso. E' quanto emerge dallo studio Usa dell'Istituto Pew Internet; quasi 9 utenti “ricchi” su 10 hanno una connessione a banda larga, tra chi ha un reddito inferiore ai 30mila dollari la percentuale scende a 4 su 10

di Gabriele De Palma

Chi ha un reddito maggiore è più connesso a internet. I dati, raccolti negli ultimi dodici mesi presso gli utenti statunitensi dall'istituto di ricerca Pew Internet, non lasciano molto spazio a dubbi, visto che la percentuale di connessi tra chi ha un reddito maggiore di 75mila dollari è del 95 per cento, mentre quella di chi ha un reddito tra i 30 e i 50mila dollari è dell'80 per cento; numeri che, infine, tra chi guadagna meno di 30mila dollari, scendono al 57 per cento. Il digital divide quindi non è solo geografico ma anche economico. Le differenze si acuiscono per l'accesso al web attraverso dispositivi fissi, come i computer desktop e la connettività via cavo (Adsl e fibra ottica): quasi nove utenti “ricchi” su dieci hanno una connessione a banda larga, mentre solo quattro su dieci con un reddito inferiore ai 30mila dollari godono dei vantaggi della società dell'informazione dalla propria scrivania.

Il digital divide determinato dal reddito influisce di pari passo anche sulle attività che si svolgono online. Il 50 per cento dei “ricchi” ad esempio si informa quotidianamente via internet, mentre solo il 25 per cento dei “poveri” fa altrettanto. Simili le differenze per altre attività, quali la comparazione prezzi o gli acquisti, e per l'invio delle email. Ai sociologi l'onere di analizzare questi numeri e il loro impatto sulla società civile.

Sarebbe interessante conoscere anche il digital divide reddituale per chi usa internet in mobilità, non solo per il costo dei dispositivi ma per gli abbonamenti. I dati diffusi da Pew Internet però non distinguono accesso fisso o mobile ma solo il possesso di cellulari predisposti a internet (e non gli abbonamenti effettivamente attivati). Così come sarebbe utile sapere a quanto ammontata il digital divide reddituale negli anni passati, per capire se la forbice si allarga o meno. Anche perché la tendenza al ribasso dei prezzi sia dei dispositivi (grazie alla legge di Moore) che delle connessioni sono altrettanto inconfutabili e lascerebbero presumere un restringimento del gap reddituale.

Non ci sono analoghe ricerche sulla situazione italiana, e i numeri più recenti sono quelli raccolti da ACNielsen per uno studio del Censis che risale al 2009 e che individuava il discrimine tra i digitalmente connessi e i digitalmente divisi in una triade di fattori: reddito, età, livello di istruzione. Altro fattore discriminante l'area geografica del Paese, col sud decisamente meno online del nord.

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