Crisi irlandese, l'Europa ha ancora paura

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Il piano di salvataggio non placa i timori dell'economia continentale: la moneta unica è in picchiata e le borse in calo. E il governo tedesco avverte "E' in gioco l'Euro, dobbiamo assumercene la responsabilità"

Euro in picchiata sotto quota 1,34 dollari, spread tra titoli di stato decennali tedeschi e spagnoli ai massimi storici, mentre sale il differenziale con quelli portoghesi e irlandesi, borse europee in netto calo al pari di Wall Street. Il piano di salvataggio dell'Irlanda non ha placato l'inquietudine dei mercati e in Europa cresce il timore del contagio. Secondo la Cancelliera tedesca Angela Merkel, la crisi irlandese, anche se diversa, preoccupa quanto quella greca. Dal canto suo, il presidente dell'Unione europea, Herman Van Rompuy, getta acqua sul fuoco e afferma che il Portogallo non è l'Irlanda.

Intanto i negoziati tra l'Irlanda e il Fondo monetario internazionale vanno avanti velocemente, spiega il numero due del Fmi, John Lipsky, secondo il quale spetta al governo di Dublino prendere le necessarie decisioni politiche, mentre per il commissario Ue agli affari economici e monetari, Olli Rehn, l'Irlanda deve approvare in tempo la finanziaria, in modo da concludere il negoziato con Ue-Fmi. Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, ha lanciato l'allarme: "E' in gioco la nostra moneta unica, dobbiamo assumercene la responsabilità".

Cresce intanto la pressione sul primo ministro irlandese, Brian Cowen, perché rassegni le dimissioni. Cowen ha chiesto di rimanere al potere finché il Parlamento non avrà approvato il piano di austerity. L'opposizione ha ribadito la richiesta di elezioni entro Natale. Secondo la Merkel l'euro è in una situazione "eccezionalmente seria" e il caso dell'Irlanda dimostra che la crisi finanziaria ed economica globale non è ancora finita. Tuttavia la Merkel nota che "l'europeo migliore non è sempre quello che aiuta per primo". Inoltre il cancelliere ribadisce che la Germania non intende addolcire la sua richiesta di inserire i privati nel meccanismo anti-crisi europeo dopo il 2013.

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