Corruzione, l'Italia è peggio del Ruanda

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Secondo la classifica stilata dalla ong Transparency International sulla percezione della corruzione nella pubblica amministrazione, il nostro Paese è al 67/mo posto a livello mondiale. Solo un gradino sopra la Georgia

L'Italia è al 67esimo posto nell'indice sulla corruzione stilato, come ogni anno, dall'ong Transparency International (TI). Rispetto al 2009, il nostro Paese è arretrato di 4 posizioni e di ben 12 rispetto al 2008 piazzandosi così dopo il Ruanda (66/mo posto, 4 punti) e solo un gradino sopra la Georgia (68/mo posto, 3,8 punti).

La classifica - L'indice di Ti misura la "percezione della corruzione" che manager, imprenditori, uomini d'affari e analisti politici hanno di un determinato Paese soprattutto sulla base di notizie dei media.
I Paesi ottengono un punteggio da zero a 10 (con zero che indica livelli elevati di corruzione e 10 bassi). L'Italia è al 67esimo posto, con un punteggio di 3,9.
I Paesi più onesti sono quelli più pacifici: Danimarca e Nuova Zelanda.
In fondo alla classifica, terra devastate dalla guerra (Iraq, Afghanistan e Somalia) o governati da una giunta militare come la Birmania.
Gli Stati Uniti sono usciti dalla top 20 dei meno corrotti, collocandosi al 22esimo posto.
La Somalia, con 1,1 punti, è in coda alla classifica di 178 paesi esaminati, preceduta da Afghanistan e Myanmar (1,4 punti).

Il punteggio dell'Italia "non sorprende più di tanto - ha commentato in un comunicato la sezione italiana di Transparency International -, in considerazione di dodici mesi passati caratterizzati dal riemergere di fatti corruttivi, o sospettati tali, a vari livelli di governo (locale, regionale, nazionale) e che ha visto coinvolti sia funzionari che esponenti politici di ogni schieramento".

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