Finanziaria, via libera dal Cdm

Giulio Tremonti
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Il governo pronto a presentarsi alle Camere chiedendo la fiducia sul ddl stabilità. Sull'Università apertura di Tremonti:: "Daremo più soldi possibile"

Consiglio dei ministri rapido, senza un Silvio Berlusconi ancora convalescente per l'operazione al polso, per il disco verde del governo al ddl stabilità. Giulio Tremonti, dopo i rumors di diffuse insoddisfazioni tra i ministri colpiti dai tagli per i rispettivi dicasteri, segnala che "c'è stata una discussione estremamente responsabile, e una unanime condivisione delle opportunità e dalle difficoltà che derivano dalla finanza pubblica di un grande paese in una fase critica. Abbiamo fatto - ha aggiunto - tutto quello che si fa in tutti i paesi europei". Il Consiglio dei ministri ha già autorizzato la fiducia.

Il futuro dell'università tiene la scena politica, sia per la necessità di trovare le risorse necessarie alle riforma, questione che scala l'agenda del governo e sulla quale Giulio Tremonti promette "più soldi possibile", sia per le proteste che portano in piazza studenti e ricercatori. Un aspetto della questione, quello delle manifestazioni, che oggi fa segnalare un episodio che conferma la tensione di questi giorni: motivi di sicurezza, infatti, hanno indotto Pier Luigi Bersani a non incontrare, come preventivato in precedenza, i manifestanti che si sono radunati davanti alla Camera. Con ogni probabilità, la copertura da destinare ai diversi provvedimenti all'esame del Parlamento e, in particolare, proprio alla riforma dell'Università è stata l'oggetto della riunione a Palazzo Chigi convocata da Gianni Letta con il titolare dell'Economia, Giulio Tremonti, dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, e del Welfare, Maurizio Sacconi.

Il Consiglio dei ministri ha quindi approvato il disegno di legge di stabilità, misura che Giulio Tremonti presenta sottolineando che "il governo italiano avanza sulla strada dell'Europa. Le tappe sono la stabilità e lo sviluppo. Oggi abbiamo approvato il disegno di legge di stabilità". Complicato, invece, il cammino al Senato del Dfp. Renato Schifani ha infatti rinviato a martedì pomeriggio i lavori, dopo una mattinata che aveva visto la maggioranza rischiare di andare sotto su un emendamento di Noi sud. Il presidente del Senato ha stigmatizzato l'assenza del governo in Aula dopo la sospensione chiesta da Fli per coordinare gli emendamenti, ed ha alla fine disposto la chiusura della seduta.

Quanto alla riforma dell'Università, Bersani è tornato a criticarla come "una storica occasione persa e un passo indietro". Il segretario Pd non ha però incontrato gli studenti che sono confluiti in piazza Montecitorio proprio per manifestare contro la riforma: motivi di sicurezza, dopo le minacce ricevute ieri, spiega il capo ufficio stampa Pd. Una breve consultazione con i suoi e Bersani esce dalla Camera, rilascia alcune dichiarazioni ai giornalisti e poi decide di ricevere una delegazione degli studenti nella sede del partito.

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