Bonanni: "L'Italia è la discarica dei trombati"

La manifestazione di Cisl e Uil per la riforma fiscale
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Cisl e Uil sono scese in piazza per chiedere la riforma fiscale del lavoro. Troppi sprechi, redditi ridotti e servizi più costosi rispetto agli altri paesi, per i leader dei due sindacati

Manifestazione di piazza questa mattina a Roma dei militanti di Cisl e Uil. I leader dei due sindacati, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, hanno chiuso con i loro interventi il raduno in piazza del Popolo che aveva per slogan "Meno fisco per il lavoro, più lavoro per l'Italia". Secondo gli organizzatori hanno partecipato 100 mila persone. Redditi ridotti di 7 punti rispetto a 10 anni fa e beni e servizi dai costi ben superiori a quelli di altri paesi, emergenti e non: tutto questo fa dell'Italia, per il segretario generale della Cisl Bonanni, un paese a scarsa efficienza. Bonanni lo ha spiegato dal palco della manifestazione per la riforma fiscale. "Il reddito procapite in Italia si è ridotto di ben 7 punti nell'ultimo decennio, ma i nostri beni e servizi costano di più, non solo dei paesi emergenti, ma anche rispetto ai nostri competitor storici". Non solo: "L'Italia è oggi un paese che ha troppi porti e pochi porti efficienti; troppi aeroporti e pochi aeroporti efficienti; troppe università e poche università efficienti. A questo - ha continuato Bonanni - si aggiunge il buco nero del Sud che ha gli stessi problemi di tutti ma in forma amplificata. Da questa piazza chiediamo che l'Italia si ritrovi attorno a un progetto comune. Basta con questo distruttivo tutti contro tutti".

Sul fisco "a Tremonti diciamo che bisogna aprire subito il confronto con le parti sociali tutte, lavoratori e imprese", ha aggiunto Bonanni. Sempre riferendosi al ministro dell'Economia ha aggiunto: "Prima la riforma e poi il federalismo. Il patto sociale deve avere il centro nella riforma fiscale, che è la prima riforma economica di cui il Paese ha bisogno ed è la prima riforma istituzionale che consente la riappacificazione tra cittadini e Stato". Secondo il leader della Cisl, "ridurre l'Irpef significa migliorare salari e pensioni. Oggi a pagare l'Irpef - ha denunciato - siamo solo noi. Siamo il bancomat dello Stato, delle Regioni, dei Comuni e perfino di qualche Provincia".

La grande partecipazione all'iniziativa di Cisl e Uil è stata per Bonanni, "la migliore risposta democratica e costruttiva ai violenti e a coloro che li tollerano perché, forse, sentono con loro qualche grado di parentela". Per il leader Cisl è stata la piazza "a dare il messaggio a chi non capisce che il sindacato è plurale e quello che vediamo oggi è il sindacalismo maggioritario nel Paese. Uil e Cisl - ha aggiunto Bonanni - andranno avanti, prendendosi le loro responsabilità e seguendo la loro natura".

In Italia ci sono troppi sprechi, "è la discarica dei trombati", ha detto ancora il leader della Cisl. "Non sono scandalose 7 mila società di servizi di pubblica utilità locale inefficienti? Con 25 mila amministratori è la discarica dei trombati, l'ultimo scorcio dell'Unione sovietica. Su questi sprechi scandalosi dov'è il rampantismo della maggioranza attuale e dov'è l'opposizione?". Per Bonanni, "è un silenzio bipartisan come bipartisan è stata la campagna vergognosa nei confronti dei fannulloni".

Serve una riforma fiscale "chiara", ha chiesto anche il segretario generale della Uil Angeletti, parlando dal palco di piazza del Popolo. "Noi vogliamo una riforma del modello fiscale - ha osservato - che sia chiara e che riduca le tasse attraverso deduzioni e detrazioni sul lavoro dipendente e sulle pensioni, non genericamente a tutti i contribuenti". Per il leader della Uil, bisogna "affrontare il problema fiscale in modo chiaro e diretto".

Alla manifestazione ha parlato tra gli altri Pina Castaldi, rappresentante sindacale della Fim a Pomigliano, che ha difeso l'accordo separato dello stabilimento Fiat. ''L'accordo non cancella nessun diritto costituzionale - ha detto la sindacalista - ci sono state fatte delle concessioni: in cambio dei 18 turni c'è stata una crescita del salario ed è stata istituita una commissione paritetica che tutela i malati gravi. La Fiom - ha aggiunto - non si è resa conto che rischiava grosso, mentre quell'accordo ha permesso di mettere in carreggiata lo stabilimento e non c'è stato nessun licenziamento''. La Fiom, ha concluso, ''si deve convincere che l'accordo è importante per un territorio come Napoli invaso dalla criminalità e che perdere posti diventa il terreno fertile per la camorra''.

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