Unicredit, Ghizzoni è il nuovo amministratore delegato

Federico Ghizzoni
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Il consiglio di amministrazione dell'istituto di credito, riunito a Varsavia, ha nominato il successore di Alessandro Profumo, uscito di scena pochi giorni fa. "Il gruppo è molto forte, continuiamo così come abbiamo fatto fino ad ora", le sue prime parole

Unicredit volta pagina. A nove giorni dalla traumatica uscita di Alessandro Profumo, Piazza Cordusio sceglie come successore Fabrizio Ghizzoni.
Dopo un cda di cinque ore a Varsavia, presso la sede della controllata Bank Pekao, si concretizza quella scelta interna che il tam tam degli ultimi giorni dava per certo.
L'uomo a capo delle attività del gruppo nel Centro ed Est Europa, ma che ha lavorato anche in Italia nei 30 anni passati nella banca, diventa capo azienda all'unanimità dopo essere entrato solo ad agosto scorso nella squadra dei deputy ceo.

La sua promozione arriva anche perché la sua "costante e stretta interazione con le istituzioni, i regolatori, le organizzazioni internazionali e gli operatori di mercato, lo rende - spiega in una nota, il presidente, Dieter Rampl - la persona più adatta per gestire il rapporto del gruppo con tutti i principali stakeholder".
"Sono onorato della fiducia e confido molto nei miei colleghi, credo molto in questo gruppo"', è il commento a caldo del neo amministratore delegato che poi aggiunge: "E' una giornata di emozioni non di business, dopo 30 anni è qualcosa che non posso descrivere".
La rapida scelta del Ceo risponde, in parte, al pressing della Bankitalia. Restano, però da chiarire i nodi delle deleghe e della governance. In tal senso Ghizzoni, precisando che al momento non è stato convocato alcun cda straordinario per la prossima settimana, sottolinea che sul tema della direzione generale "nei prossimi giorni ci vedremo col presidente e cominceremo a parlarne".

Il neo ad aggiunge anche di contare per il futuro sull'aiuto dei tre attuali vice, Roberto Nicastro, Paolo Fiorentino, Sergio Ermotti: "Sono amici e colleghi, spero che rimarranno sempre nel gruppo". Ma il consiglio odierno ha anche affrontato la questione del peso delle quote libiche nella governance.
In risposta alle sollecitazioni della Vigilanza il cda in una nota "ha indicato in via preliminare che allo stato non sono pervenute né paiono altrimenti disponibili informazioni che consentano di considerare con la dovuta certezza le due partecipazioni come autonome in relazione alle applicabili previsioni statutarie".
Parole che arrivano lo stesso giorno in cui il Governatore della Banca centrale Libica, Farhat Omar Bengdara, lasciando la riunione del board, sottolinea che Tripoli non intende incrementare la propria partecipazione. La questione libica tuttavia è tutt'altro che chiusa tanto è vero che Unicredit ritiene che "in ogni caso ulteriori verifiche sono da considerarsi necessarie al fine di fornire una completa (o quanto meno più estesa) valutazione della questione".

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