L'iPad sta uccidendo il laptop? Troppo presto per dirlo

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I numeri mostrano un calo di vendite dei computer portatili da quando la tavoletta di Apple è arrivata sul mercato. Ma gli analisti avvertono: è troppo presto per accusare il gioiello di Steve Jobs...

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di Raffaele Mastrolonardo

Poteva essere il delitto perfetto, quello che piace ai giornalisti e al pubblico perché il sospettato è famoso e gli indizi puntano tutti su di lui. Non stiamo parlando di cronaca nera ma di alta tecnologia e il presunto killer è il dispositivo più di tendenza del momento, l'iPad. Per tutta la scorsa settimana, la tavoletta della Apple è stata accusata di aver fatto precipitare le vendite dei netbook, i computer portatili a basso costo che avevano rivitalizzato il mercato dell’elettronica nel corso del 2009, in piena recessione e crisi dei consumi.

A lanciare per primo l'accusa è stato un testimone impeccabile, Brian Dunn, numero uno di BestBuy, la più grande catena di negozi di elettronica degli Stati Uniti. In un'intervista al Wall Street Journal,  subito ampiamente ripresa in rete, ha rivelato che, secondo stime interne, l'iPad stava “cannibalizzando” del 50 % le vendite di laptop, in particolare dei netbook.
Ad aggiungere un altro indizio contro il gadget di Apple è giunta qualche giorno dopo Morgan Stanley. Un report della banca di affari – appoggiandosi ai dati di NPD – ha sottolineato come negli ultimi nove mesi – proprio da quando Steve Jobs ha mostrato al mondo la sua creatura per la prima volta - le vendite di computer portatili si sono progressivamente contratte. Dal gennaio 2010, i tassi di crescita del segmento laptop sono passati da un + 29 % anno su anno al - 4 %, un dato non proprio confortante.

Insomma, tra numeri e dichiarazioni, tutto sembrava puntare verso la colpevolezza della tavoletta e la notizia del delitto perfetto ha iniziato a fare il giro del web. Ma un paio di giorni dopo la pubblicazione dell'intervista sul Wall Street Journal, ecco arrivare la smentita di BestBuy. In un comunicato stampa, il presidente della catena di elettronica ha definito le notizie sulla morte dei portatili “grandemente esagerate” anche a causa di “un commento attribuitomi dal Wall Street”. Pur in presenza di un “cambiamento nei comportamenti di acquisto”, ha precisato Brian Dunn, “i computer rimarranno una regalo molto popolare in queste vacanze per i distinti e desiderabili benefici che offrono ai consumatori”.

La strada verso la riabilitazione dell'iPad è stata completata dalla marcia indietro dell'altro grande accusatore del prodotto Apple. NPD, la società di indagini di mercato ai cui dati si era appoggiata Morgan Stanley nel report, è intervenuta per negare risolutamente che dai suoi numeri si possa inferire la colpevolezza del tablet della Mela. “C'è pochissima evidenza empirica che l'iPad stia uccidendo le vendite di notebook e affermare questo rappresenta l'apice dell'isteria e della speculazione”, ha scritto il blog aziendale. I fattori della discesa di questi prodotti (da + 28 % nel primo trimestre a + 8 % nel secondo) sono infatti parecchi, secondo NPD, a cominciare dal riflusso dell'onda del lancio di Windows 7, ultimo sistema operativo di Microsoft, fino alla mancanza di offerte promozionali che invece abbondavano lo scorso anno.

Insomma, la tavoletta può avere contribuito alla flessione ma non è la causa dominante anche perché i netbook erano già in calo prima del lancio dell'iPad (- 8 %) e sono saliti a luglio e agosto (+ 8 %) quando il prodotto era già sugli scaffali dei negozi. In conclusione, secondo NPD, “è sbagliato e insostenibile” affermare che “ le vendite di Pc sono sotto pressione per colpa del tablet quando ci sono così tanti fattori in gioco”. Certo, il gadget di Cupertino del tutto innocente non è, ma usare i dati NPD per accusarla di omicidio è come “leggere nei fondi di caffè”. Con buona pace dei giornalisti che cercavano il delitto perfetto.

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