Federalismo fiscale, cosa cambia per le regioni

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Più margini di manovra su Irap e Irpef, ma anche paletti più rigidi da rispettare. Per le regioni virtuose ci saranno più fondi, mentre chi non rispetta i conti rischia il cosiddetto Fallimento politico

Con l'entrata in vigore del Federalismo Fiscale le regioni potranno godere di una maggiore autonomia e di più margini di manovra sulle tasse. Le addizionali Irpef potranno salire fino al 3% e si potrà intervenire sull'Irap, ma i paletti da rispettare saranno molto più rigidi e scatterà un meccanismo premiale che concederà più risorse alle regioni virtuose, mentre farà scattare sanzioni alle regioni con i conti in rosso.

Le regioni potranno azzerare l'Irap, ma solo se l'Irpef non supera il 3% e, viceversa, non si potrà ridurre l'Irpef se si è già azzerata l'Irap. Le regioni inoltre potranno disporre del 25% del gettito dell'Iva nazionale. Chi sarà più virtuoso potrà ridurre le tasse, avrà diritto a quote aggiuntive dei fondi fas e potrà godere di riduzioni fiscali sui carichi di famiglia.

Chi invece sfora dovrà aumentare Irpef e Irap e rischierà di incorrere nel cosiddetto fallimento politico. Sei mesi prima delle elezioni il presidente di regione dovrà presentare bilanci certificati, altrimenti non potrà ricandidarsi. Questo nuovo decreto attuativo dovrebbe essere pronto entro due settimane.

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