Marcegaglia: "Urgente un ministro dello sviluppo"

La presidente di Confindustria Emma Marcegaglia
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La presidente di Confindustria incalza l'esecutivo: "Poteva essere nominato nell'ultimo Consiglio dei ministri e non è stato fatto". E aggiunge: "Non bisogna andare al voto"

Stando a quanto dichiarato da Silvio Berlusconi il nuovo ministro per lo Sviluppo Economico dovrebbe arrivare entro la fine della settimana. Ma per Emma Marcegaglia si profila il rischio di perdere tempo: "Lo abbiamo chiesto, lo continuiamo a chiedere: in un momento complesso come questo abbiamo bisogno di un ministro dello Sviluppo economico". "C'era una promessa di farlo nei prossimi giorni - aggiunge Marcegaglia - e ieri nel Consiglio dei ministri non è stato fatto: a questo punto noi facciamo un'altra richiesta formale che in pochi giorni si faccia un Cdm che nomini il ministro. E' anche fondamentale che tutto il governo decida di occuparsi di crescita, posti di lavoro e occupazione, che sono i veri temi che interessano al Paese, ai lavoratori, agli imprenditori". Secondo il presidente di Confindustria "non vediamo sufficiente concentrazione e attenzione su questo tema".

Sulla possibilità di un ritorno alle urne la presidente di Confindustria è abbastanza netta:  "Abbiamo già detto che secondo noi non si deve andare a votare: è necessario superare le beghe interne e agire per il bene del Paese". "Questo governo ha avuto per tre volte, nel 2008, nel 2009 e nel 2010 il voto della maggioranza degli italiani - prosegue Marcegaglia a margine della presentazione del Salone italiano del tessile a Milano -. Non è accettabile che per motivi interni di leadership e di attacchi personali non si governi e non si facciano tutte le cose che sono necessarie".

La Marcegaglia interviene infine anche sulla disdetta del contratto dei metalmeccanici, definendolo un "semplice atto di chiarezza". La presidente di Confindustria aggiunge poi che "non è assolutamente vero che abbiamo subito la decisione della Fiat". "Noi abbiamo fatto una riforma degli assetti contrattuali che prevede deroghe: questa e' una accelerazione - aggiunge Marcegaglia - rispetto a quanto gia' previsto nel 2009. E' ovvio che la Fiat richiedeva questa cosa per poter fare in modo che l'accordo di Pomigliano rientrasse nel nuovo contratto dei metalmeccanici, ma è una questione tecnica: siamo andati avanti su una strada che abbiamo iniziato nel 2009 e che ha subito solo un'accelerazione", conclude il presidente di Confindustria.

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