Metalmeccanici, sindacati sul piede di guerra

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La Fiom stringe sul nuovo contratto nazionale, Federmeccanica temporeggia. Cgil intanto chiede l'appoggio di Fim e Uilm

Ancora sconti tra Confindustria e sindacati sul contratto dei metalmeccanici.
La disdetta della bozza del contratto annunciata il 7 settembre da Federmeccanica "è solo un atto di chiarezza" sostiene il presidente Emma Marcegaglia, ricordando che un contratto vigente già c'è.
D'accordo anche il ministro Sacconi: la decisione è solo "un atto formalistico" che per i lavoratori "non cambia nulla".

Ma la Fiom non cede. Invitata di nuovo dalla Marcegaglia a firmare l'accordo, annuncia uno sciopero di quattro ore che si terrà entro il 16 ottobre, giorno in cui si svolgerà una manifestazione nazionale. Secondo il segretario generale Maurizio Landini la mossa di Federmeccanica "è illegittima e per questo siamo anche pronti al tribunale. Vogliono cancellare il contratto nazionale di lavoro". Per il sindacalista "Federmeccanica e Confindustria hanno ceduto al ricatto della Fiat che aveva minacciato di uscire dal sistema confindustriale".

La Cgil intanto ha annunciato che chiederà a Fim (Federazione italiana metalmeccanici) e Uilm (Unione Italiana Lavoratori Metalmeccanici) di "fermarsi" e avviare una consultazione tra i lavoratori per ottenere il mandato a cancellare il contratto del 2008 e avviare nuove trattative. proprio la Uilm, però, ha definito "incomprensibile" il clamore che la vicenda ha preso negli ultimi giorni: il contratto nazionale dei metalmeccanici rinnovato il 15 ottobre scorso "ha già superato, per fortuna, il contratto del 2008 confermandone e migliorandone le normative e i trattamenti economici".


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