Tremonti: la tassa sulle transazioni può essere un suicidio

Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti
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"E’ un'idea affascinante, ma o nel G20 la fanno tutti o torna indietro come un boomerang" afferma il ministro al vertice Ecofin. E poi rassicura: "Il terzo autunno dall'inizio della crisi non sarà di emergenza o di rottura"

La tassa sulle transazioni finanziarie è un'ipotesi praticabile solo a livello globale, altrimenti "è una specie di suicidio". Ne è convinto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, che illustrando la discussione sulla materia all'Ecofin ha detto che "la stessa Bce ha invitato l'Ue a non fare stupidaggini".
La discussione è "affascinante sul piano etico, politico e anche tecnico", ha dichiarato il titolare del Tesoro in riferimento al vertice dei ministri delle Finanze dell'Unione europea che si sono confrontati anche su come fa sì che il mondo della finanza contribuisca a sostenere i costi della crisi finanziaria.
Il problema, ha precisato il ministro, è che "non si può fare su un campo segmentato: bisogna avere una posizione empirica, pratica, andare al G20, perché se non la fanno tutti è un boomerang".

Tremonti, però, rassicura il Paese chiarendo che in Europa non c'è nessuna preoccupazione per i conti pubblici italiani a fronte degli attuali avvenimenti politici e della crisi della maggioranza.
Per il paese non si profila inoltre, ripete il ministro, alcuna "emergenza autunnale" o "autunno di rottura", in altri termini una nuova correzione dei saldi di finanza pubblica. "Il terzo autunno dall'inizio della crisi non sarà di emergenza o di rottura, come non lo sono stati il primo e il secondo" spiega Tremonti alla stampa al termine della riunione straordinaria di Ecofin ed Eurogruppo. "Se non succedono rotture di sistema - aggiunge in
riferimento all'andamento dell'economia mondiale - entriamo in una fase in cui va rimessa in pista la competitività del paese".


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