Crisi, la paura di una nuova recessione frena le Borse

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103 miliardi bruciati solo nelle piazze europee. Il rischio di una stagnazione nell'economica americana mette sotto pressione i mercati di tutto il mondo. Attesa per i risultati in Asia. LA RASSEGNA STAMPA

I timori sulla salute americana e i riflessi negativi su Wall Street e sulle borse del vecchio continente monopolizzano le prime pagine di molti giornali in edicola. Solo in Europa le Borse hanno bruciato, in una sola giornata di contrattazioni, ben 103 miliardi di euro di capitalizzazione. Sui mercati valutari volano Yen, ai massimi sul dollaro da 15 anni a questa parte, e Franco Svizzero. Il Giappone diventa così un rifugio per i risparmi.

Ma le vendite proseguono anche oggi sulle piazze asiatiche. Tokyo ha chiuso in calo dello 0,86%, Hong Kong dell'1,44%, Seul del 2,07% mentre Sydney cede l'1,23% e Shanghai l'1,16%. L'indice Msci, principale indicatore per l'area dell'Asia-Pacifico, perde oltre l'1%, facendo lievitare a circa il 4% il calo accumulato nelle ultime quattro sedute. I segnali preoccupanti sulla ripresa americana, di cui anche la Fed ha messo in luce la persistente convalescenza, hanno colpito i titoli piu' esposti sul fronte dell'export come Nintendo (-4,2%), Sony (-2,7%) e Panasonic (-2,8%).

Pioggia di vendite anche per i tecnologici, con il comparto che in calo del 2,1%, dopo la trimestrale di Cisco (-7,9% nell'after-hours di New York), peggiore delle attese sul fronte dei ricavi nonostante numeri in crescita. Male anche James Hardie Industries (-6%), primo fornitore di rivestimenti esterni per la casa negli Usa, penalizzato da prospettive di utile inferiori alle attese degli analisti. La riduzione dei ricavi semestrali ha infine affondato il gruppo di telefonia australiano Telstra (-8,6%).

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