Lotta all'evasione, imposte accertate salgono a 9,8 miliardi

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Nei primi sette mesi del 2010 sono stati recuperati 4,9 miliardi. Il direttore delle Agenzie delle Entrate: l'obiettivo è di recuperare entro dicembre almeno 8 miliardi, ma contiamo ovviamente di superarli

Nei primi 7 mesi del 2010 sono stati 151.543 gli accertamenti eseguiti (su imposte dirette, Iva, Irap) nell'ambito della lotta all'evasione da cui è emersa una maggiore imposta accertata pari a 9,8 miliardi di euro, in aumento del 5,8% rispetto allo stesso periodo del 2009 (9,3 miliardi).

Lo scorso anno erano stati incassati nello stesso periodo 4,5 miliardi. Dei 4,9 miliardi riscossi nei primi sette mesi dell'anno, 1,8 provengono da ruoli (dati al 30 giugno) e sono in linea con lo stesso periodo del 2009, mentre 3,1 miliardi sono stati recuperati da versamenti diretti (+15% rispetto ai 2,7 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno). Tra i versamenti complessivi 900 milioni sono rientrati nelle casse dello Stato grazie alle attivita' di liquidazione (+28,57%) e 2,2 miliardi grazie all'attività di accertamento e di controllo formale (+10% rispetto allo stesso periodo del 2009).
Sono questi i dati forniti dall'Agenzia delle Entrate nel corso di una conferenza stampa. L'obiettivo per il 2010 è di incassare attraverso la lotta all'evasione fiscale almeno 8 miliardi di euro, "ma contiamo ovviamente anche di superarli", ha detto il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera.

Gli accertamenti sono risultati in calo dell'1,4% rispetto ai 153.720 eseguiti nei primi sette mesi dello scorso anno ma i risultati quantitativi e qualitativi dell'azione complessiva dell'accertamento, ha spiegato il direttore centrale dell'accertamento, Luigi Magistro "sono in linea con quelli dello stesso periodo del 2009".

"I risultati raggiunti in questi primi mesi del 2010 - ha sottolineato Befera - rappresentano una nuova meta sulla via del recupero dell'evasione intrapresa con vigore negli ultimi anni".
E ha aggiunto: "oltre ai risultati tangibili, l'azione di contrasto sta iniziando ad aggregare il consenso sociale sulla lotta all'evasione, nella convinzione che chi evade danneggia la collettività tutta e, quindi, anche se stesso oltre ogni considerazione di convenienza".

Per continuare il contrasto all'evasione, secondo Befera, serve un cambiamento culturale, occorre considerare l'evasore "non come un furbo, ma una persona che si sta danneggiando".
Inoltre l'Agenzia è impegnata, ha evidenziato Befera, in una "forte azione di contrasto della corruzione interna".
Il direttore ha ricordato come siano state "licenziate delle persone" e sia stata "rafforzata la struttura Audit" con l'obbiettivo di mettere fuori "le mele marce".

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