Acqua e rifiuti: gli italiani pagano il doppio degli europei

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Secondo uno studio della Confartigianato a correre di più è stata la tariffa idrica, cresciuta negli ultimi 5 anni del 37.1% contro il 15,8% della media Ue. Più cari anche i trasporti pubblici. E Napoli è la città dove si paga di più la raccolta rifiuti

Gli italiani pagano il doppio, rispetto agli altri cittadini europei, le tariffe dei servizi pubblici locali di acqua potabile, raccolta rifiuti e trasporto pubblico. L'ufficio studi della Confartigianato ha calcolato che negli ultimi cinque anni in Italia le tariffe dei servizi locali (esclusi gas ed elettricità), sono rincarate del 28,4%, quasi tre volte il tasso di inflazione del periodo (10,8%) e il doppio rispetto alla crescita registrata nell'area euro pari al 15,5%.

A correre di più è stata la tariffa idrica: tra giugno 2005 e giugno 2010, dice la Confartigianato, l'acqua potabile è cresciuta in Italia del 37,1% contro il 15,8% della media europea, i servizi di raccolta rifiuti del 27,3% contro il 15,8% della media europea e i trasporti pubblici del 14,1%; solo in quest'ultimo caso la crescita dei prezzi in Italia è in linea con la media europea (14,6%).

"Il mercato dei servizi pubblici vale oltre 32 miliardi di euro, una sua reale liberalizzazione attraverso gare, e non solo di facciata come avvenuto finora, sarebbe in grado di migliorare i prezzi per i cittadini". Ad auspicarlo è il segretario generale della Confartigianato Cesare Fumagalli, secondo il quale "con un ingresso di questo mercato nel circuito virtuoso dell'economia privata le tariffe non sarebbero così anelastiche come invece dimostrano lo studio. Gli ultimi 5 anni inglobano anche i due anni della crisi eppure le tariffe sono cresciute il doppio rispetto all'Europa".

Con aspetti che hanno dell'assurdo, sottolinea Fumagalli. Ad esempio, la città dove si paga di più la raccolta rifiuti è Napoli, 331 euro per un appartamento di 80 metri quadri contro i 135 euro di Firenze. E sul costo totale dei servizi, Cagliari risulta più cara di Milano, con 3.100 euro rispetto ai 2.179 euro del capoluogo lombardo. "Quella attuata finora è stata solo una liberalizzazione formale, con la costituzione di Spa dove il proprietario unico è rimasto l'ente locale. Per una concreta spinta verso il mercato libero - secondo la Confartigianato - la gran parte di questi servizi deve essere messa a gara per evitare il ripetersi di assegnazione in house".

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