Le forze dell'ordine in piazza contro la manovra

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I sindacati di polizia e carabinieri davanti Montecitorio protestano contro i tagli: "A rischio la sicurezza dei cittadini". Solidarietà da Pd e Udc. Casini: "Tremonti dica perché invece riesce a trovare i soldi per i truffatori delle quote latte"

La manovra economica del governo.
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Tutti gli operatori del comparto sicurezza e difesa sono scesi in piazza questa mattina davanti a Montecitorio per protestare a suon di vuvuzelas contro i tagli previsti nella manovra finanziaria già approvata al Senato. Davanti alla Camera con striscioni e bandiere si sono riunite sigle sindacali delle forze di polizia come Siulp, Sap, Ugl Polizia di Stato, Siap, i sindacati della polizia penitenziaria e i Cocer delle Forze Armate.

"Vogliamo lanciare un allarme ai cittadini - ha detto Felice Romano, segretario del Siulp - con questa manovra va a pesare sul comparto difesa e sicurezza un contributo dell'11%. Ciò comporterà la chiusura di commissariati, una diminuzione delle volanti sul territorio. Ci sarà anche un abbassamento alla lotta all'immigrazione clandestina. Ci sarà anche un danno per tutti gli stranieri che lavorano onestamente nel nostro Paese perché si allungheranno i tempi per la richiesta del permesso di soggiorno".

L'allarme lanciato dai sindacati fa riferimento in particolare alla norma inserita nella manovra che dice che i poliziotti non potranno guadagnare nel 2011 più di quello che hanno guadagnato nel corso del 2010. "Questo significa - ha detto ancora il segretario del Siulp - che i poliziotti saranno costretti a non poter fare più gli straordinari per coprire le emergenze che si presentano sul territorio".

"Oggi come forze di polizia - ha detto Nicola Tanzi, segretario generale del Sap, il Sindacato autonomo di polizia - siamo qui per tutelare la sicurezza dei cittadini. La manovra infatti darà un colpo mortale proprio alla sicurezza del territorio e le vittime saranno i cittadini. Il taglio previsto del 10% si va ad aggiungere al taglio del 20% della precedente manovra". "I problemi della sicurezza - ha ricordato Giuseppe Moretti, segretario Ugl Polizia penitenziaria - riguardano anche il mondo del carcere. Nelle nostre carceri il personale è carente, ci sono 37 suicidi dall'inizio dell'anno. E i tagli previsti anche al ministero di Giustizia non ci fanno stare tranquilli".

Solidarietà alle forze dell'ordine arriva dal leader dell'Udc che in mattinata ha raggiunto i manifestanti davanti Montecitorio. "Chiedo al ministro Tremonti - ha detto Casini - perché non trova i soldi per i poliziotti e invece li trova per i truffatori delle quote latte", aggiungendo "perché in questa Finanziaria c'è spazio per le marchette imposte dalla Lega e niente per i poliziotti e le forze dell'ordine".

In piazza è sceso anche il vicepresidente del Pd Enrico Letta che ha dichiarato: "Manovra e intercettazioni fanno calare la sicurezza in Italia. La manovra è la vittima della manovra e delle intercettazioni. Tutto questo è paradossale, perché il governo aveva fatto  della sicurezza una delle parole d'ordine della sua campagna elettorale. Ma questo è uno dei punti su cui noi vogliamo ribaltare  la situazione", ha aggiunto Letta.

Solidarietà alle forze dell'ordine, però, è arrivata anche dal Pdl per bocca del suo responsabile dell'ordinamento penitenziario Luigi Vitali che ha detto di "esprimere piena e  totale solidarietà alle forze dell'ordine, alla polizia penitenziaria e alle forze armate, il cui personale è quest'oggi impegnato in una  manifestazione di protesta contro i tagli contenuti nella manovra  all'esame del Parlamento". "Proprio per alleviare gli effetti negativi della manovra in  particolare sul comparto sicurezza e difesa, ho presentato un  emendamento che - ha concluso Vitali - se accolto, recupererebbe  importanti risorse da destinare, tra gli altri, anche a questi  settori".

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