Crisi, per gli italiani il peggio deve ancora arrivare

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Confesercenti presenta il suo report: l'88% dei cittadini sia di destra che di sinistra è convinto che la crisi non sia finita. Il giudizio sul governo crolla dal 31% al 25%

Gli italiani sono allarmati per la crisi economica, ben l'88 per cento è convinto che il peggio non sia passato. E questo riguarda, con poche differenze, tanto gli elettori di destra che quelli di sinistra. A sostenerlo è il terzo report Confesercenti-Ispo presentato stamane nella sede dell'associazione di categoria dal presidente Marco Venturi e da Renato Mannheimer. Che il peggio non sia passato, infatti, lo pensano l'89% degli elettori di centrosinistra, ma anche l'84% di quelli del centrodestra.

Cala, stando alle indicazioni fornite dal report, il numero di coloro che giudicano positivamente l'azione del governo: dal 31% di ottobre al 25% di oggi, Altalenante il parere sull'opposizione parlamentare che aveva cominciato bassa con il 12% per risalire a febbraio al 21% e oggi calare nuovamente al 17%. In altalena anche i sindacati che passano dal 15% al 24% e si attestano ora al 17%. In crescita costante, invece, regioni ed enti locali che vanno dal 25% al 28%. Colpisce, poi, la crescita dei consensi verso le associazioni delle Pmi, verso le quali il giudizio positivo sale dal 16% di ottobre 2009 al 29% dell'ultimo sondaggio che è stato effettuato.

Osserva il presidente di Confesercenti: un segnale di ottimismo c'è "riguardo alle piccole e medie imprese. In termini di fiducia siamo al primo posto"; invece "verso le istituzioni non c'è un giudizio esaltante, nemmeno per governo e opposizione. C'è un pessimismo complessivo perché non si vedono atti decisivi". Puntualizza Venturi: "Ritengo naturale, in situazioni di difficoltà economica, che la colpa si pensi sia sempre di chi ha maggiori responsabilità". Per quel che riguarda il giudizio degli italiani sul governo, conclude, "pesano probabilmente anche le tensioni interne alla maggioranza. Inevitabilmente registriamo questa difficoltà ulteriore, la gente lo percepisce".

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