Il 47% degli affitti di Porto Cervo intestati a nullatenenti

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Sono sempre di più in Italia i “poveri possidenti” che spendono migliaia di euro per la locazione di appartamenti nelle località turistiche più rinomate d’Italia ma che non pagano un euro di tasse

"Crescono a dismisura i poveri possidenti. Il 47% dei contratti di locazione delle ville di Porto Cervo, Forte dei Marmi, Capri, Sabaudia, Positano, Ravello, Panarea, Portofino, Taormina e Amalfi sono intestati a nullatenenti o a pensionati con la social card, prestanome di facoltosi imprenditori, per evadere le tasse".
    
Lo sostiene in una nota Contribuenti.it, Associazione Contribuenti Italiani che con Lo Sportello del Contribuente rileva costantemente il fenomeno dell'evasione fiscale in Italia, secondo la quale si espande a dismisura il fenomeno dei "ricchi nullatenenti" e "poveri possidenti" che vivono spendendo migliaia di euro e non hanno "nulla da dichiarare" al fisco.
    
Secondo una stima di Contribuenti.it, divulgata oggi a Capri alla riapertura dei lavori del secondo simposio internazionale al quale partecipano i massimi rappresentanti delle associazioni dei contribuenti dei principali paesi europei dal tema "Ricchi nullatenenti e poveri possidenti", oltre la metà degli italiani ha dichiarato nel 2009 meno di 15.000 euro annui e circa due terzi meno di 20.000 euro; di contro, solo l'1% ha dichiarato oltre 100 mila euro e lo 0,2% più di 200mila euro.
    
Una fotografia che stride con i dati relativi agli affitti delle ville di lusso. La spesa cresciuta in Italia nel 2009 del 3,7%. I "ricchi nullatenenti" anche quest'anno hanno destineranno buona parte della loro spesa nella locazione di ville esclusive o per i cosiddetti "passion investiments" come auto di grossa cilindrata, yachts, gioielli e oggetti d'arte, nonostante l'introduzione del nuovo redditometro da parte del fisco.
    
"E' ora di finirla con modeste misure di contrasto all'evasione fiscale - afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – Serve un nuovo organismo di coordinamento e di controllo presso le Prefetture con il compito di verificare l'andamento degli accertamenti fiscali e monitorare la riscossione dei tributi in Italia".

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