Tredicesime, nuova retromarcia del governo: "Nessun taglio"

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Dopo province, pensioni e condoni arriva il dietrofront anche sull’emendamento che prevede tagli agli stipendi di agenti, magistrati, docenti e prefetti. La Russa: “Elimineremo quella norma”. Stop anche di Berlusconi

Nuovo dietrofront del governo sulla manovra. “Non vi è nessuna ipotesi che preveda la possibilità di un taglio della tredicesima per il personale del comparto sicurezza”. Lo assicura il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, e in serata lo chiarisce anche il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: "Non toccheremo le tredicesime". Poco prima La Russa aveva assicurato di aver parlato con il responsabile del ministero dell'Economia: “Per evitare ogni confusione - aveva spiegato - il ministro Tremonti mi ha preannunciato che con ogni probabilità eliminerà anche la semplice possibilità, facoltativa, di optare per questa soluzione, anziché per il taglio degli aumenti a seguito di promozioni”.
Il governo aveva già fatto un passo indietro sui 40 anni di contributi per andare in pensione, per non parlare del tormentone del taglio delle province e dell'incertezza sui condoni.

La precisazione di La Russa arriva dopo che da parte dei sindacati delle forze dell'ordine si era manifestata una forte indignazione a causa dell'emendamento proposto dal relatore Azzolini (Pdl) aveva provocato lo smarcamento da parte della Lega Nord, oltre che la dura protesta delle forze d'opposizione.

Il presidente del Senato, Renato Schifani, secondo quanto si apprende da fonti vicine alla Presidenza del Senato, ha telefonato al presidente della commissione Bilancio di Palazzo Madama, Antonio Azzollini, per invitarlo a riflettere attentamente sull'opportunità di ritirare al più presto l'emendamento, a sua firma, sulla riduzione della tredicesima nel comparto forze armate e sicurezza.

L'emendamento sulle tredicesime "era stato presentato dal relatore come elemento in più per favorire la trattativa. Un'ulteriore possibilità, una norma di salvaguardia per mantenere i saldi": lo spiega il sottosegretario all'Economia, Luigi Casero che segue la manovra in Parlamento.
"Ma - spiega il sottosegretario - se l'emendamento è visto come un elemento vessatorio non abbiamo nessuna difficoltà a ritirarlo e lunedì chiederemo al relatore di farlo. Era una strada in più", ribadisce. Casero spiega anche che "non sono previsti nuovi emendamenti" e che quindi il testo che arriverà in aula sarà quello licenziato tra lunedì (massimo martedì mattina) dalla commissione Bilancio del Senato.

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