Pensioni, 40 anni contributi: il Governo fa marcia indietro

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L'emendamento è stato corretto, come già annunciato ieri dal Ministro Sacconi. Il Pd: "Nessun refuso: è la superficialità con cui intervengono sui diritti dei lavoratori"

Marcia indietro sullo stop al requisito dei 40 anni di contributi per andare in pensione . L'emendamento alla manovra del relatore, che aveva agganciato anche il requisito contributivo all'adeguamento triennale all'aumento dell'aspettativa di vita è stato corretto, così come anticipato ieri dal Ministro del welfare Maurizio Sacconi . E' stato cancellato anche lo slittamento della riforma al 2016: i requisiti per l'accesso alla pensione saranno aggiornati ogni tre anni sulla base dell'aumento dell'aspettativa di vita certificato dall'Istat a partire dal primo gennaio 2015 come  già previsto dalla legge dello scorso anno.
Per Stefano Fassina , responsabile Economia e Lavoro del Pd, "non c'è stato nessun refuso. L'emendamento, infatti, è stato scritto direttamente dal ministero dell'Economia. La retromarcia di Sacconi è dovuta, quindi, alle contraddizioni del governo, alla superficialità e all'approssimazione con cui intervengono sui diritti dei lavoratori".

Il servizio di Sky TG24:

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