Magistrati in sciopero contro i tagli previsti dalla manovra

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L'Anm protesta contro le disposizioni della finanziaria che penalizzerebbero "in maniera ingiustificata i pù giovani". Il presidente del Csm Mancino: reazione eccessiva, mi auguro riprenda il dialogo. Gli risponde Palamara: "Da noi disponibilità al dialog

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Magistrati in sciopero per la protesta indetta dall'Anm e le altre organizzazioni della categoria contro la manovra economica varata dal Governo. Come ricorda una nota dell'Anm , la protesta odierna
è il culmine di una serie di iniziative protrattesi per il mese scorso allo scopo di "rappresentare all'opinione pubblica la situazione di grave disagio in cui versano i magistrati e simulare gli effetti della mancata supplenza".
L'Anm ha dunque ribadito che la manovra "incide unicamente sul pubblico impiego, senza colpire gli evasori fiscali (già beneficiati da numerosi condoni), i patrimoni illeciti, le grandi rendite e le ricchezze del settore privato". Secondo i magistrati una scelta politica che "paralizza l'intero sistema giudiziario, screditando e mortificando il personale amministrativo; svilisce la dignità della funzione giudiziaria e mina l'indipendenza e l'autonomia della magistratura; incide in misura rilevante soprattutto sulle retribuzioni dei magistrati più giovani che subiscono una riduzione di stipendio fino al 30%".

Sulla mobilitazione è intervenuto però il vicepresidente del Consiglio superiore della Magistratura Nicola Mancino che ha definito eccessiva la reazione dei magistrati: "Lo sciopero è un diritto, ma servono prudenza e accortezza. Io ho la sensazione che ci sia stata una reazione che poteva essere attenuata da un confronto, che è sempre necessario, tra la categoria dei magistrati e il Governo". Inoltre il vicepresidente non apprezza il riferimento che viene fatto dai magistrati alla loro autonomia che verrebbe lesa con un intervento sulle loro retribuzioni: "L'accenno all'autonomia e all'indipendenza, rapportate al trattamento economico, è male usato. E' sbagliato dire che se il livello retributivo è basso l'autonomia non c'è".

Immediata la risposta del presidente dell'Anm Luca Palamara: "Stupisce che il vicepresidente Mancino non sia a conoscenza di quanto in più occasioni abbiamo pubblicamente ribadito, e cioè che come magistrati, ma ancora prima come cittadini non vogliamo sottrarci al dovere di contribuenti".
"Mi rammarico - ha aggiunto - che il vicepresidente non sia a conoscenza che da parte dell'Anm c'é sempre stata e c'è tuttora la disponiblità al dialogo, tant'è vero che nella giornata di ieri abbiamo espresso apprezzamento per le aperture del ministro Tremonti e che è ancora aperto il tavolo per il confronto con il Governo. La protesta è rimasta perché siamo in attesa di conoscere le modifiche alle originarie disposizioni".
Palamara ha ricordato che la magistratura protesta "e questo Mancino dovrebbe saperlo per evidenziare l'iniquità e l'irragionevolezza di disposizioni della manovra, che se confermate, penalizzerebbero in maniera ingiustificata i più giovani e più in generale, tutti coloro chiamati a essere valutati ai fini della
progressione economica, alterando il meccanismo delle carriere ed incidendo così sull'autonomia e sull'indipendenza della magistratura".

Luca Palamara, presidente dell'Anm, a SkyTG24. Ascolta l'intervento




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