Manovra: restano i tagli, saranno concordati con le Regioni

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Presentato un emendamento che rende più flessibile il provvedimento. Per l’Abruzzo arriva la proroga per il versamento di tasse e contributi fino al 20 dicembre ma non riguarderà tutti. Errani: "Con i tagli federalismo impossibile"

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I tagli su regioni ed enti locali ci saranno. Ma saranno "flessibili". Il sacrificio (8,5 miliardi per le Regioni in 2 anni; 4 miliardi per i Comuni; 800 milioni per le regioni) rimane pesante ma saranno le stesse autonomie locali a decidere come ripartirli al loro interno, nella Conferenza Stato Regioni e in quella Stato-Città. Saranno tagli "fai da te".

La possibile soluzione al nodo "tagli" per gli enti locali arriva dal relatore alla Finanziaria, il presidente Pdl della commissione Bilancio, Antonio Azzolini. La norma è contenuta in uno degli 11 emendamenti che presenta nella serata del 29 giugno in commissione e che incidono sui temi più caldi: dalle pensioni delle donne della pubblica amministrazione con lo "scalone unico" al 2012, alla soglia di invalidità più gravi, dall'alleggerimento dei tagli la sicurezza (con l'esclusione dei tagli per le consulenze e le feste militari e della Polizia) alla proroga delle tasse per gli imprenditori abruzzesi.

Ma l'emendamento più atteso - e più pesante – è quello che rimodula il patto di Stabilità interno con gli enti territoriali che fino a pochi momenti prima aveva movimentato il dibattito politico. Apertura a modifiche le aveva fatte lunedì il premier Silvio Berlusconi, ribadendo poi l'esigenza dell'entità dei tagli; il giorno dopo poi la palla rimbalza sui piedi del leader della Lega, Umberto Bossi. "C'è spazio per delle modifiche - dice parlando a Montecitorio delle risorse degli enti locali - Vedo Tremonti. Vediamo di convincerlo un po’”. L'emendamento sulle Regioni arriva nella serata di martedì 29 giugno. Mercoledì i governatori proseguiranno il loro pressing, incontreranno le parti sociali, mentre ancora non è in programma alcun incontro con il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, che per tutto il giorno è rimasto al lavoro in via XX settembre. Sempre mercoledì invece incontrerà i capogruppo della maggioranza a Palazzo Madama.

Al Senato per tutto il giorno si sono attesi gli emendamenti del relatore di maggioranza. Molto critica l'opposizione con il capogruppo del Pd, Anna Finocchiaro, che attacca: "In commissione Bilancio si sta svolgendo quella che spesso ci capita di fare per le scolaresche: una simulazione di lavoro parlamentare che ha visto finora accantonati oltre 300 emendamenti, vede il governo muto, vede il relatore Azzollini in una difficile situazione in cui non può dir parola perché attende che in altri luoghi si compensino certi interessi e arrivi un ordine alla maggioranza".

Gli emendamenti si sono concretizzati nella serata di martedì. Sono arrivate le norme sulle pensioni delle donne delle amministrazioni pubbliche, che anticipa l'elevamento dell'età pensionabile a 65 anni al 2012 destinando le risorse alle famiglie, ma anche la norma sulle invalidità: la soglia torna al 74% solo per le patologie gravi (per le altre rimane all'85%). Per l'Abruzzo è arrivata la sospirata proroga per il versamento di tasse e contributi: sarà al 20 dicembre ma non riguarderà tutti, bensì gli imprenditori più piccoli, con un volume d'affari fino a 200.000 euro l'anno.

Tra gli undici emendamenti, anche una norma per moderare i tagli ai dipendenti del settore sicurezza, un emendamento sui fondi immobiliari e anche qualche limatura alle norme fiscali: gli accertamenti, che la manovra stabiliva fossero di immeditata eseguibilità, ora diventeranno esecutivi in due mesi.

Il cantiere manovra è però ancora aperto in Parlamento. Azzolini ha assicurato che le modifiche che saranno apportate dal Senato non saranno molte e si concentreranno su alcuni argomenti qualificanti. Sulla scuola il relatore è "ancora al lavoro". Si tratterebbe, come già annunciato nei giorni scorsi, di destinare agli insegnanti il 30% dei risparmi già previsti dalla manovra 2008, il che permetterebbe di compensarli per il congelamento degli scatti di anzianità. Sempre in materia di pubblico impiego non sarebbero previste modifiche né per il congelamento degli stipendi ("è uno dei cardini della manovra", spiega Azzollini) né per quanto riguarda il Tfr, che quindi continuerebbe ad essere erogato 'a rate'.

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