Tremonti: il federalismo fiscale non costerà nulla

Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti
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Conferenza stampa per presentare i numeri della riforma. Il ministro dell'Economia: "La prima casa resterà esente dall'imposta". Bossi: "un passo importante verso il federalismo". GUARDA TUTTI I VIDEO

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Alla fine del consiglio dei ministri in cui si è discusso il federalismo fiscale Giulio Tremonti spiega nella conferenza stampa le linee guida e i costi della riforma. Non è il federalismo fiscale a costare - spiega il ministro -  ma, al contrario, costerebbe non farlo.  "Un errore piuttosto diffuso consiste nell'assumere che il federalismo fiscale abbia un costo", si spiega, "in realtà è l'opposto. Il costo ci sarebbe infatti non riformando con il federalismo fiscale, ma all'opposto conservando l'assetto attuale". Il ministro dell'Economia, inoltre, specifica che "la prima casa resterà esente dall'imposta".

Nel corso della presentazione ha poi ripercorso le principali tappe della riforma definendo la finanza pubblica "un albero storto".  Umberto Bossi, che ha presieduto il Consiglio dei Ministri, ha sottolineato che  "è stato compiuto un passo importante rispetto al federalismo". Bossi ha spiegato che dopo il federalismo demaniale il prossimo passo sarà il "federalismo municipale". Tornando sulla polemica legata al nome di Aldo Brancher, Tremonti ha ribadito che il ministro per il federalismo è Umberto Bossi.

I decreti attuativi della legge delega sul federalismo devono essere approvati entro il 21 maggio 2011 e quindi presentati entro il prossimo dicembre.

Una riforma che, è tornato a ribadire in giornata il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli, non comporterà costi aggiuntivi ma risparmi "per miliardi". Dai 6 ai 10, secondo le stime dei tecnici del Tesoro, di cui 4 dalle regioni sul fronte della Sanità con il passaggio ai costi standard.

Proprio per dimostrare questo impatto positivo dell'operazione il ministro del Tesoro, Giulio Tremonti, nella sua relazione di oggi al Cdm ha messo sul piatto una "mappatura delle inefficienze" delle autonomie.  Sprechi, con il taglio dei quali si dovrebbero produrre, appunto, i risparmi attesi dalla riforma federale. Del resto nei giorni scorsi lo stesso presidente del Consiglio Silvio Berlusconi da Toronto aveva spiegato: "Abbiamo messo gli occhi dentro l'amministrazione dello Stato, le regioni, le province e i comuni e ci si è accapponata la pelle".  Tagliare "è sempre difficile e doloroso ma non si puo' andare avanti così a sprecare i soldi dei cittadini"

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