Manovra, scontro con le Regioni. Berlusconi: "Si rassegnino"

Il premier Silvio Berlusconi con Giulio Tremonti in chiusura del vertice di Toronto
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Il presidente del Consiglio dal G20: “Servono risparmi, devono capire”. I presidenti di Lazio, Campania, Calabria, Abruzzo e Molise avevano scritto a Tremonti chiedendo di ripristinare un "dialogo costruttivo". Formigoni: "Fronte dei governatori unito"

La manovra economica del governo.
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Le regioni sono avvertite: devono capire che "dovremo rassegnarci a diminuire le spese, a ridurre le uscite al livello delle entrate". Silvio Berlusconi, nella conferenza stampa che ha chiuso a notte fonda il vertice del G20 di Toronto, manda un messaggio esplicito ai governatori che minacciavano, nei giorni scorsi, di restituire le deleghe. "Abbiamo messo gli occhi dentro l'amministrazione dello Stato, le regioni, le province e i comuni e ci si è accapponata la pelle", ha detto il premier parlando a fianco di Giulio Tremonti. "E' chiaro che chi ha la responsabilità di governare le regioni difenda lo staus quo - ha continuato il premier -, perché molto spesso si tratta di abolire enti, il che vuol dire persone che si devono cercare un altro lavoro. E' sempre difficile e doloroso. Ma non si può andare avanti così a sprecare i soldi dei cittadini".

In precedenza cinque regioni avevano chiesto ufficialmente al ministro dell'Economia di riaprire il confronto sulla manovra. In una lettera inviata a Giulio Tremonti, Renata Polverini della regione Lazio, Stefano Caldoro della Campania, Giuseppe Scopelliti della Calabria, Michele Iorio del Molise e Giovanni Chiodi dell'Abruzzo sono stati molto chiari: un tavolo di confronto è necessario, ed è opportuno ripristinare un dialogo non solo sulla crisi che soffoca il Paese, ma anche riguardo alle particolari condizioni di svantaggio in cui si trovano alcune regioni. "Con questa lettera - si legge in un comunicato - i presidenti chiedono attenzione, in considerazione delle pesanti e gravi eredità lasciate ai rispettivi territori dalle passate amministrazioni, che già li penalizzano, e a cui si sta facendo fronte con concrete azioni di risanamento. Sono anche queste le questioni sulle quali i presidenti vogliono confrontarsi con il ministro Tremonti per verificare insieme le soluzioni migliori".

Dopo la diffuzione del comunicato qualcuno ha intravisto uno spaccatura nel fronte delle Regioni contro la manovra. Spaccatura seccamente smentita dai governatori. “La posizione delle regioni è unanime, chiediamo di cambiare la manovra in un'ottica di responsabilità. E' necessaria, vogliamo però si tenga conto di chi in questi anni ha lavorato e ha lavorato bene. La posizione delle regioni è unitaria, è inutile che qualcuno faccia il furbo e cerchi di vedere distanze che non ci sono". Lo ha affermato il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni smentendo le notizie secondo le quali il fronte dei presidenti delle regioni contrari alla manovra si starebbe incrinando.

Formigoni ha quindi sottolineato che l'unanimità raggiunta nella Conferenza delle Regioni non è mai stata incrinata: "Andate a vedere le agenzie che stanno battendo le dichiarazioni del presidente Jorio che è il vicepresidente della Conferenza delle Regioni ed è uno dei firmatari insieme ai colleghi del sud e vedrete che non c'è alcuna incrinatura. Capisco - ha aggiunto - che non si voglia accettare il fatto che le Regioni sono unanimi nel chiedere al ministero del Tesoro un cambiamento profondo di questa manovra". 

Per Vasco Errani, governatore dell' Emilia Romagna e presidente della Conferenza Stato-Regioni, l'apertura al governo dei cinque governatori di Lazio, Campania, Abruzzo, Molise e Calabria "non è affatto una spaccatura" del fronte delle Regioni contro la manovra economica. "Ho parlato questa mattina con il presidente Iorio e con il presidente Polverini (rispettivamente governatori di Molise e Lazio, ndr) e l'unità della Conferenza è pienamente confermata", ha aggiunto.

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