Rivalutare lo Yuan servirà per uscire dalla crisi globale?

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Dopo mesi di pressioni americane l’apertura della Banca centrale cinese. Pechino ha sottovalutato il tasso di cambio per favorire le proprie esportazioni a scapito delle produzioni occidentali. Euforia sui mercati finanziari

Lo yuan segna il massimo di chiusura rispetto al dollaro dai tempi della rivalutazione del 2005, andando a terminare sul mercato valutario di Shanghai al valore provvisorio di 6,7970. La zampata della valuta cinese è arrivata all'indomani di un fine settimana in cui le autorità di Pechino si sono dette disponibili a permettere che il cambio si muova con maggiore flessibilità, dopo aver seguito per circa due anni una politica di cambi sostanzialmente fissi nei confronti del dollaro, attirando critiche livello internazionale per il presunto vantaggio competitivo scorretto di cui la Cina ha goduto in due anni di crisi economica globale.

La People's Bank of China ha sorpreso tutti sabato, dicendo che avrebbe reso la divisa cinese più flessibile, ma in una nota separata apparsa domenica sul proprio sito ha esplicitamente escluso una rivalutazione immediata, ribadendo che non ci sono le basi per un apprezzamento di grossa portata e che il valore dello yuan non è molto lontano dal suo livello corretto.

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