Renato Brunetta: la protesta dei magistrati è corporativa

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Il ministro della pubblica amministrazione, ospite di Sarah Varetto, difende la manovra e attacca magistrati e regioni. E sul ddl intercettazioni garantisce il totale appoggio del Pdl al provvedimento. GUARDA TUTTA L'INTERVISTA

La protesta dei magistrati contro i tagli della manovra "è corporativa" anche se il termine "non è offensivo". Lo dice a Sky Tg24 Renato Brunetta che aggiunge: "i magistrati non sono neanche 10.000 e non sono tutti d'accordo. Hanno inoltre stipendi molto superiori alla media". La loro è così una "protesta corporativa nel senso che sono un gruppo di persone che pensa di dover proteggere i propri privilegi. Rivendicano di essere un potere dello Stato poi pero' fanno sciopero". Poi i medici: "non ho capito perchè protestano. Forse i signori medici non sanno che c'èuna crisi che siamo in una situazione drammatica, che in altri paesi d'Europa hanno licenziato?".

Infine la protesta dei governatori delle Regioni guidata da Roberto Formigoni: "Formigoni - dice Brunetta - mi ricorda Veltroni che disse che avrebbe spendo i lampioni e chiuso la metro a Roma. Ma tutto questo non successe". In ogni caso c'e ancora "la discussione parlamentare per riequilibrare i pesi. ma tutti devono farsi un esame di coscienza: pensiamo alla bancarotta della Campania ad un governatore (Antonio Bassolino, ndr) che prima di perdere ha avvelenato i pozzi ed è arrivato alla bancarotta. E' questo lo stile dei governatori?" e' la domanda retorica del ministro.

Il ministro risponde poi al Wall Street Journal, che critica il ddl intercettazioni e paventa un rischio per la lotta alla criminalità, e accusa il giornale americano di non essere informato. "Il ddl delle intercettazioni - dice Brunetta -  non tocca la lotta alla criminalità, ma tocca l'uso perverso che si fa delle intercettazioni". Di fronte alla domanda se dentro il partito ci siano voci contrarie alla legge, Brunetta ha ricordato che "io ho partecipato a un comitato di presidenza del Pdl e si è votato al testo in discussione al Senato. C'è stata l'unanimità, tranne un astenuto. Che è stato Berlusconi."


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