Pomigliano, Ichino: “clausole ragionevoli”

Pietro Ichino
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Ad un "Caffè con...." il giuslavorista e senatore del Pd commenta le disposizioni della bozza di accordo proposta da Fiat per lo stabilimento campano: "andrebbero estese. L'Italia deve aprirsi di più agli investimenti stranieri"

“Le due disposizioni di questa bozza di accordo che sono contestate dalla Fiom-Cgil a me sembrano molto ragionevoli; anzi, andrebbero estese”. Così il giuslavorista e senatore del Pd, Pietro Ichino commenta il rifiuto da parte del sindacato di sottoscrivere l’accordo proposto dalla Fiat e siglato invece da Fim, Uilm, Fismic e Ugl.

Sulla norma dello sciopero, dice Ichino, "non c’è nessun ordinamento europeo nel quale sia consentito scioperare contro l’accordo da parte degli stessi lavoratori o sindacati che lo hanno sottoscritto”. "L’unica spiegazione possibile della posizione della Cgil - aggiunge il senatore del Pd - è la teorizzazione della situazione di conflittualità permanente.
Quanto alla malattia, invece, “la clausola dice soltanto che se si verificano delle punte anomale di assenteismo in corrispondenza di eventi esterni, in quel caso e solo in quel caso, l’azienda non paga la giornata di malattia. In tal caso viene posta una norma che serve a contenere degli evidenti abusi”.

“L’Italia - ha proseguito Ichino - deve aprirsi di più agli investimenti stranieri, siamo il fanalino di coda, peggio di noi fa soltanto la Grecia. Abbiamo bisogno come del pane di avere più investimenti che portano domanda di lavoro e, soprattutto, innovazione”.

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