eBay finisce nel mirino del fisco Usa. E in Italia…

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Una sentenza e una legge aprono all'Erario americano le porte dei siti di e-commerce: gli utenti che superano una certa soglia di vendite e transazioni dovranno denunciarle. Ma anche la Finanza italiana accende i riflettori sul sito di aste online

di Alessio Cancelli

Non poteva immaginarlo, ha detto. Ma i giudici l'hanno costretta ugualmente a pagare 15 mila dollari di tasse e penali. Il suo reato? Non denunciare 41 mila dollari incassati tra 2004 e il 2005 da vendite su eBay di scarpe, vestiti firmati e altri beni. Secondo il fisco statunitense, come riporta il Washington Post, quei soldi e le 1800 transazioni effettuate sul popolare servizio erano abbastanza perché l'attività di Andrea Fabiana Orellana, residente in California, dovesse essere documentata al Dipartimento del tesoro, l'equivalente del nostro ministero delle Finanze.

Le professioni di ignoranza, inoltre, valgono ancora meno se, come in questo caso, il responsabile è a sua volta dipendente dell'Internal Revenue Service (IRS), l'ufficio governativo Usa che si occupa di raccogliere le tasse. “Visto il suo background ha una conoscenza in materia di tasse molto più profonda della gente normale”, ha detto il giudice John Dean respingendo l'appello della cittadina californiana. “Avrebbe dovuto capire che la sua attività poteva essere messa in questione”.

Con questa sentenza i giudici hanno di fatto anticipato l'orientamento del legislatore americano. Dall'anno prossimo il fisco Usa potrà vedere più chiaro sui proventi che arrivano ai privati cittadini da servizi online di questo tipo, almeno per quelli che superano un certo limite. Una legge che sarà effettiva a partire dal 2011 – spiega sempre il Washington Post - imporrà ai contribuenti che vendono su eBay e siti affini beni per un valore superiore ai 20 mila dollari (o effettuano più di 200 transazioni) in un anno di denunciare e giustificare questi introiti.

Del fenomeno di venditori “occasionali”, che poi tanto occasionali non sono, è a conoscenza, da tempo, anche il fisco tricolore. Lo scorso febbraio la Guardia di Finanza ha chiesto al sito di aste i dati relativi agli utenti a cui tra il 2004 e il 2007 l'azienda americana ha emesso fatture superiori ai 1000 euro e hanno venduto più di 5 articoli in un anno. Considerate le commissioni che eBay trattiene sulle varie transazioni, dalle nostre parti, la soglia per essere considerati venditori saltuari e non rischiare dunque che il proprio nome sia consegnato si aggira intorno ai 14 mila euro.

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