Draghi: la crisi ungherese non minaccia le banche italiane

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Il governatore di Bankitalia al termine del G20 ha assicurato che "le banche sono adeguatamente capitalizzate". Il Commissario Ue agli Affari Economici Olli Rehn: "Esagerate" le voci su un rischio default per l'Ungheria

Le banche italiane non corrono rischi sistemici dalla crisi ungherese. Lo ha affermato il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi parlando al termine del G20. Secondo Draghi, "le banche sono adeguatamente capitalizzate. Hanno un modello tradizionale di business e di gestione del rischio" che le mette al riparo.

Il governatore ha poi sostenuto che l'Europa dovrebbe seguire la strada degli Stati Uniti che hanno pubblicato gli stress test effettuati sulle banche e premono affinché il Vecchio Continente faccia altrettanto. Draghi ha spiegato che realizzare e pubblicare gli stress test da parte degli Usa "ha avuto molti benefici positivi per i mercati".
Secondo Draghi, a livello internazionale serve "una piattaforma comune minima" sul contributo delle
banche ai costi per i salvataggi e per gli aiuti al sistema finanziario. Su tale piattaforma comune di regole poi "ogni Paese può aggiungere dei provvedimenti" nazionali come una tassa o una misura sul capitale.

Ungheria, esagerate le voci di rischio default - Sono "esagerate" le voci su un rischio default per l'Ungheria: lo afferma il Commissario Ue agli Affari Economici Olli Rehn, spiegando che il paese ha "seri problemi" nel risanare i suoi conti negli ultimi due anni ma che la sua economia è in fase
di ripresa. "L'economia sta mostrando i primi segni di forza nel primo trimestre dell'anno - ha detto Rehn - perciò è ampiamente esagerato parlare di default dell'Ungheria". Il Ministro spagnolo dell'economia Elena Salgado ha ricordato che "il governo ungherese ha preso già delle precise misure per ridurre il loro deficit e credo che stiano facendo effetto".

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