Pensioni, ultimatum Ue all'Italia

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Bruxelles ha inviato le autorità italiane ad adeguarsi alla sentenza della Corte europea di giustizia che già nel 2008 intimava di innalzare l'età pensionabile delle dipendenti della Pubblica Amministrazione a 65 anni, come previsto per i colleghi uomini

La Commissione Ue ha avvisato l'Italia di avere avviato una nuova procedura poiché ritiene inadeguate le misure adottate dal nostro Paese per adeguare l'età della pensione delle donne - oggi a 60 anni - alla stessa età prevista per gli uomini, cioè a 65 anni. Questo quanto si legge in una nota della Commissione.
Nella nuova lettera di avviso formale, la Commissione sostiene che le misure italiane continuano a
mantenere un trattamento discriminatorio nell'età pensionabile fra uomini e donne nel pubblico impiego. Quindi la Commissione giudica le misure adottate dall'Italia per adeguarsi progressivamente entro il 2018 "inadeguate".

"Il cambiamento adottato dall'Italia non è conforme alla legislazione europea, il periodo di transizione di otto anni non è consentito", ha spiegato un portavoce della Commissione nel corso del briefing quotidiano. "L'Italia ha due mesi per rispondere. Senza un cambiamento dovremo domandare alla Corte di condannare l'Italia", ha aggiunto.
Dopo il precedente avviso, l'Italia con il decreto fiscale dell'estate 2009 decise di adeguare progressivamente l'età pensionabile delle donne entro il 2018.

Il primo testo della manovra 2011-2012 approvata dal governo la scorsa settimana prevedeva un'accelerazione di tale processo, ma tale accelerazione è poi saltata dal testo definitivo della manovra approvato dal governo e promulgato lunedì.
La procedura comunitaria prevede in questo caso, cioè nel caso di una sollecitazione dopo una precedente sentenza della corte, la possibilità di una multa per lo Stato inadempiente dopo un ulteriore avviso da parte della Commissione ed un'ulteriore condanna da parte della Corte europea di giustizia.

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