Fitch declassa la Spagna

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L’agenzia di rating internazionale ha annunciato di aver declassato di un grado il giudizio sul credito spagnolo. Il “downgrading” è dovuto al fatto che la previsione sul processo di risanamento dell’economia sarà “più difficile" che in altri Paesi

L'agenzia di rating Fitch ha annunciato di aver declassato di un grado il giudizio sul credito della Spagna, che scende dalla tripla A (il massimo) a livello AA +.  Tuttavia, ha precisato Fitch, le prospettive del paese restano  stabili. L'agenzia ha giustificato il “downgrading” con la previsione che il processo di risanamento dell'economia spagnola possa essere  "più difficile" e più lento rispetto a paesi con giudizio AAA.
      
Entro il 2013 le stime ipotizzano che il rapporto debito/Pil della Spagna toccherà il 78 per cento. Nel 2007, prima dello scoppio della crisi finanziaria, era inferiore al 40 per cento. La bocciatura ha avuto immediate ripercussioni sulla quotazione dell'euro, sceso a 1,2292 dollari da 1,2370 registrato in precedenza.

Fitch spiega in una nota che "la bocciatura riflette la nostra valutazione secondo cui il processo di aggiustamento verso un livello più basso di indebitamento del settore privato e verso l'esterno ridurrà sensibilmente il tasso di crescita dell'economia spagnola nel medio termine", come spiega l'analista Brian Coulton.
   
Anche se il debito e gli interessi ad esso collegati "restano su livelli da tripla A" - spiega sempre Coulton - non sarà altrettanto facile gestire il processo di aggiustamento del debito, che si preannuncia più lungo a quello necessario per gli altri paesi che hanno il rating più elevato e che avrà conseguenza sulla crescita economica.
   
E a pesare - prosegue la nota di Fitch - sarà anche il mercato del lavoro poco flessibile e la ristrutturazione delle casse di risparmio. Tutti impegni da onorare che probabilmente - stima l'agenzia di rating - faranno lievitare il debito al 78% del Pil entro il 2013.

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