Manovra, secco no da comuni e regioni

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Giudizio negativo dagli enti locali. Per Vasco Errani si mette a rischio il federalismo fiscale. Per Chiamparino, presidente dell'ANCI, la finanziaria non è sostenibile per i comuni

La manovra economica del governo.
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"Le cifre prospettateci nell'incontro con il governo sulla manovra economica non sono sostenibili da parte dei Comuni. Si torni alle cifre che ci erano state illustrate in precedenza, e si avvii un percorso per la rimodulazione del Patto di stabilità è l'appello lanciato dal presidente dell'Anci, Sergio Chiamparino, durante il Direttivo dell'Associazione. Chiamparino ha spiegato che "in un primo momento, sabato scorso, nel corso di un incontro preparatorio con i ministri Calderoli e Tremonti, era stato chiesto a i Comuni un contributo di 800 milioni per il 2011 e di circa 1,5 miliardi per il 2012. Di fronte a queste cifre - spiega il presidente dell'Anci - ci siamo detti disposti a prenderci le nostre responsabilità, ma abbiamo fatto anche delle controproposte." Nello specifico "i Comuni - ricorda Chiamparino - hanno chiesto una boccata di 'ossigeno' per il 2010, un impegno per la ristesura del Patto di stabilita' a saldi invariati per dare piu' autonomia ai Comuni, e il rispetto del termine di giugno per il prossimo decreto sul federalismo fiscale".

Nel corso dell'incontro ufficiale tra il governo e le parti sociali di martedì scorso, però, "quelle cifre di partenza sono lievitate. Si è parlato di 1,5 miliardi per il 2011 e di 2,5 miliardi per il 2012. Così per noi - ribadisce Chiamparino - diventa insostenibile sopportare il peso della manovra".

Chiusura anche da parte della Conferenza delle Regioni, che ha appena rieletto Vasco Errani alla presidenza. "Nel momento in cui si decide un intervento così significativo sulle funzioni e i trasferimenti è difficile non vedere ricadute sull'applicazione del federalismo fiscale". Il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, risponde così ai giornalisti che gli chiedevano se vede a rischio con la manovra attuale, l'attuazione del federalismo fiscale. "Al netto della sanità e dell'assistenza - ha chiarito - le altre funzioni del federalismo sono quelle di cui stiamo parlando in relazione alla manovra".

Errani ha detto che oggi i governatori hanno messo a punto un documento in cui le Regioni confermano un giudizio negativo sulla manovra. "Chiediamo al governo - ha spiegato - un confronto serrato per arrivare a delle modifiche che consentano l'esercizio delle competenze e di erogare i servizi ai cittadini. Giudichiamo la manovra insostenibile nei fatti perche' pesa per più del 50% sulle Regioni. Noi stiamo già percorrendo la lotta agli sprechi ma non si può tagliare su imprese, persone e ambiente".

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