Crisi, Tremonti: "Siamo a un tornante della storia"

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Il ministro sulla manovra: scelta chiara, salvaguardare la coesione sociale. Il governo presenta la finanziaria approvata dal Cdm e bocciata da Regioni e opposizione. Cgil: "Si deprimono i consumi". Barroso: "Direzione giusta". Anm: autonomia a rischio

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"Siamo a un tornante della Storia, non siamo in una congiuntura economica". E ancora: "Ieri l'Italia ha fatto una scelta molto chiara, quella di salvaguardare i livelli di stato sociale e di operare forti riduzioni di spesa dei governi centrale, regionale e locale".
All'indomani del varo da parte del Cdm di una manovra da 24 miliardi, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti - dal forum dell'Ocse a Parigi-  è tornato a difendere l'equità delle misure di rigore proposte.  Per Tremonti, infatti, è fondamentale "salvaguardare la coesione sociale". Il titolare del Tesoro rtiene inoltre che ci sia una consapevolezza diffusa da parte della gente sul fatto che questa crisi economica internazionale sia "storica".

Oggi, intanto, la manovra correttiva sarà varata ufficialmente, dopo il via libera alle misure arrivato con riserva dal Cdm di martedì 25. Indiscrezioni parlano di dissensi con il titolare del Tesoro nell'ambito del Consiglio dei ministri, ma il ministro Brunetta nega: "Assolutamente no, nel senso che è finita con un abbraccio e con una piena condivisione all'interno del Consiglio dei ministri, tra tutti i ministri". Così ha risposto il  ministro per la Pubblica amministrazione a Mauriizio Belpietro, a 'La telefonata' su Canale 5.

Intanto lo stato maggiore del Pd annuncia che si riunirà per esaminare il testo. "La favola è finita - ha dichiarato Bersani - Ci hanno raccontato che i conti erano in equilibrio, che era tutto a posto, invece non è vero niente. E la Grecia non c'entra nulla: è un problema nostro. E non vedo riforme, non vedo niente".
Dura la posizione della Cgil, che deciderà se indire lo sciopero generale. Epifani definisce la manovra "non equa". Oggi il segretario della Cgil è tornato a criticare la manovra: "Deprime i consumi".
Aperture, invece da Cisl e Uil. Da Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, emergerebbe in effetti la disponibilità ad accettare, per senso di responsabilita', le misure prese dall'esecutivo per fronteggiare l'emergenza.
La bocciatura arriva anche dalle Regioni: "Considero la manovra insostenibile per le ricadute soprattutto sul fronte dei servizi e rispetto ai cittadini", ha spiegato il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani.

Giudizi positivi arrivano invece dai vertici europei. "Gli sforzi dell'Italia "vanno della buona direzione". Questo il primo commento del presidente della Commissione Ue Jose' Manuel Barroso. In precedenza anche Olli Rehn, il Commissario europeo agli Affari economici e monetari aveva detto: "La manovra è un contributo all'eurozona". 

Invece, sul piede di guerra contro la manovra anche l'Associazione nazionale dei magistrati. La Giunta esecutiva centrale del sindacato delle toghe ha proclamato infatti lo stato di agitazione e “si riserva di proporre” al proprio parlamentino, convocato per sabato 29 maggio, “immediate iniziative di protesta contro la manovra economica del governo che contiene misure inaccettabili per i magistrati e per il funzionamento del sistema giudiziario”. Lo annuncia lo stesso sindacato delle toghe in una nota in cui parla di “interventi punitivi che minano l'indipendenza”.

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