Manovra, via dal testo il condono edilizio

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Secondo quanto rivelato dall’ANSA nella prossima manovra dovrebbe essere escluso il condono edilizio. Sarebbe stato rafforzato, invece, il pacchetto contro gli evasori fiscali e l’introduzione di un tetto di reddito per le indennità di accompagnamento


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Secondo alcune indiscrezioni raccolte dall’agenzia ANSA, nella Manovra economica tramonterebbe l'ipotesi di un condono edilizio e si rafforzerebbe invece il pacchetto antievasione. Sarebbe stata depennata l'indiscrezione sui ticket sanitari: gli eventuali risparmi sulle spese delle Regioni potrebbero riguardare altre voci. Rientrerebbe poi anche un'altra misura che aveva già sollevato polemiche, ovvero l'introduzione di un tetto di reddito per le indennità di accompagnamento che andava a colpire le famiglie con disabili o anziani non autosufficienti. L’ANSA cita come fonti  gli uffici del Tesoro.
   
Uscirebbe dunque dalle misure allo studio il condono edilizio, che avrebbe dovuto dare un gettito da 5 miliardi di euro. Il gettito dovrebbe arrivare da un corposo pacchetto di lotta all'evasione fiscale e nel settore dei giochi. Tutto verrebbe puntato sulla tracciabilità dei pagamenti e delle fatturazioni. Ruolo di primo piano anche per il nuovo “redditometro”, lo strumento fiscale che misura lo scostamento tra consumi e redditi, che dovrebbe entrare in vigore dal 1 gennaio 2011. Si valuta anche l'estensione dell'inversione dell'onera della prova, misura che è stata già sperimentata nell'ultimo anno nella lotta all'evasione fiscale internazionale. Chi detiene capitali all'estero sconosciuti al fisco deve dimostrare che non sono frutto di evasione. Un principio che potrebbe essere generalizzato. Le nuove misure in questione sarebbero state oggetto di un confronto di lavoro oggi tra il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, e il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera.
 
 Sempre secondo l’Agenzia di stampa si rafforzerebbero poi i controlli contro i giochi clandestini. Come sanatoria resterebbe in piedi, almeno al momento, quella sugli immobili “fantasma”, che consentirebbe un'accelerazione, attraverso un concordato, della regolarizzazione dei 2 milioni di immobili già in corso.
   
Sul fronte del welfare resterebbe il giro di vite sulle pensioni di invalidità ma sarebbero saltati i tetti di reddito (25.000 euro per i single e 38.000 euro per le coppie) per gli assegni di accompagnamento. La misura aveva già scatenato le proteste delle associazioni che assistono i disabili e comunque avrebbe verosimilmente incontrato, l’ANSA cita fonti di maggioranza, resistenze in Parlamento.
   
Più “morbida” anche la chiusura di una o più finestre per le pensioni di anzianità e vecchiaia. Verrebbero esclusi dallo stop coloro che hanno maturato 40 anni di contributi, nonché le persone in mobilità o in cassa integrazione.

Sempre allo studio invece la razionalizzazione degli enti previdenziali con l'assorbimento di alcuni piccoli istituti, come l'Ipost, nell'Inps e la costituzione di un polo della sicurezza, con l'incorporazione nell'Inail dell'Ispesl, dell'Enpaia e dell'Ipsema. Resterebbe invece l'Inpdap per i dipendenti pubblici.
   
Conferme arriverebbero invece per il congelamento del rinnovo dei contratti nel pubblico impiego e per il mantenimento della tassazione agevolata al 10% sui premi di produttività.


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