Manovra, Berlusconi: "Non aumenteremo le tasse"

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In un messaggio registrato ai Promotori della Libertà il premier smentisce le indiscrezioni che circolano sul provvedimento. "Non toccheremo né la sanità, né le pensioni, né la scuola. Manterrremo i conti in ordine con una politica equa". ASCOLTA L'AUDIO

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"Di fronte allo tsunami che sta mettendo a dura prova tutti i Paesi europei il solito partito dei pessimisti è tornato a farsi sentire e a diffondere le solite menzogne e veleni, attribuendo al nostro governo il proposito di varare a breve provvedimenti punitivi che sono per l'ennesima volta totalmente inventati". Lo afferma il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in un messaggio registrato ai Promotori della Libertà.

"Chiedo il vostro impegno: dovete sapere far sapere che non uno di questi fantasiosi provvedimenti di macelleria sociale di cui si legge su certa stampa in questi giorni risponde al vero. Noi stiamo lavorando in stretto contatto con le parti sociali. E' assolutamente falso che sia alle viste un aumento delle imposte - continua il premier - Non verranno toccate  ne' la sanita' ne' le pensioni, ne' la scuola ne' l'Universita'. E' sicuro invece che il governo continuerà a mantenere i conti pubblici in ordine con una politica prudente, coniugando il rigore con l'equità e il sostegno allo sviluppo. E ripeto: non aumenteremo le tasse. Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani".

E ha concluso: "Continueremo a rispettare gli impegni che l'Ue impone a tutti i suoi Stati Membri; una riduzione del deficit per il 2011 e 2012 passando dall'attuale 5% al 3% nel 2012".

La gran parte dei quotidiani oggi riporta tutta una serie di provvedimenti contenuti in una bozza di 119 articoli che dovrebbe costituire il decreto per la manovra da 27,6 miliardi di euro per il biennio 2010-2011.
Nella bozza riportata si parla tagli drastici alla spesa pubblica e l'introduzione di ticket sanitari, cui si aggiungerebbero le misure contenute in un disegno di legge che accompagnerà il decreto, con misure antievasione, controlli sul denaro contante, e anche l'ipotesi di un concordato edilizio, che potrebbe trasformarsi in un condono da 6 miliardi di euro.
Nel video le misure ipotizzate



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