Barroso: “La crisi ha spazzato via 10 anni di crescita”

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Il presidente della Commissione europea è intervenuto alla Conferenza del Comitato economico e sociale europeo, tornando sulla crisi e sui metodi per uscirne: “Bisogna investire nella cultura e dare battaglia agli evasori fiscali”

Il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, durante il suo intervento alla conferenza del Comitato economico e sociale europeo, che si è chiusa oggi a Firenze ha detto:"La crisi economica e finanziaria ha spazzato via 10 anni di crescita e di progressi, e non è ancora passata. La situazione in Grecia e gli attacchi alla stabilità lo dimostrano".
   
Barroso ha poi sottolineato che "l'Europa ha approvato un'azione coordinata per sostenere gli Stati membri: non è stato facile, ma gli Stati si sono messi d'accordo".

Illustrando il calendario dei prossimi impegni europei sul tema dell'educazione il Presidente della Commissione spiega che "occorre investire sull'istruzione e sulla conoscenza, per combattere la disoccupazione e la povertà. "Spero che il Consiglio europeo che si riunirà a giugno fissi obiettivi di qualità per l'istruzione e la coesione sociale - ha continuato Barroso - se riusciremo a trovare il consenso, proveremo a costituire entro il 2010 la piattaforma per il dialogo con gli stati membri. A novembre approveremo le raccomandazioni contro l'abbandono scolastico, nel 2011 prenderemo misure sull'istruzione per i migranti e sulle politiche per l'infanzia". Barroso ha spiegato che attualmente è prematura una stima sui fondi che saranno destinati a queste politiche e che "le previsioni di bilancio su questi temi saranno presentate in autunno". Ha anche aggiunto che le risorse potrebbero essere attinte da fondi già esistenti, come il fondo sociale europeo, "che potrebbero essere rafforzati".

In conclusione del suo intervento Barroso ha affrontato anche il tema dell'evasione fiscale: “In alcuni paesi ci sono problemi enormi di evasione fiscale, serve un ulteriore cultura del rigore”. Quanto alle spese, “negli stessi stati membri si riconosce che ci sono spese non necessarie che vanno tagliate, bisogna concentrarsi su spese che creano valore aggiunto, crescita e inclusione sociale, e che non penalizzino poveri e fasce più deboli”.

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