Wall Street, il Senato americano approva la riforma

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Con 59 sì passa la normativa fortemente voluta da Barack Obama. Tra le novità principali, l'istituzione di un'autorità per la tutela dei consumatori e una regolamentazione aggiornata per i mercati dei derivati

Dopo un braccio di ferro che aveva portato al rinvio del voto, il Senato Usa ha approvato l'attesa riforma del settore finanziario fortemente voluta dal presidente Barack Obama.
Alla votazione, due democratici, Maria Cantwelle e Russ Feingoldt, hanno scelto di votare no: a loro avviso, infatti, la legge è troppo prudente.
La normativa dovrà adesso esser armonizzata con quella già passata a dicembre alla Camera dei rappresentanti. Prevede una serie di nuove norme per Wall Street.
L'obiettivo è di poter sottoporre la legge a Obama per la firma prima delle celebrazioni per il 4 luglio.

"Abbiamo ancora del lavoro da fare - ha detto il presidente degli Usa - la Camera dei rappresentanti e il Senato dovranno eliminare le differenze tra le due normative. E non c'è dubbio che durante questo periodo l'industria finanziaria e i loro lobbisti continueranno a combattere" contro la nuova regolamentazione.
La normativa punta a prevenire il collasso di grandi banche d'affari, prevede nuove forme di monitoraggio dei rischi nel sistema finanziario e semplifica le procedure di liquidazione di grandi società finanziarie. Introduce nuove norme sui derivati, e crea un'agenzia di protezione dei consumatori.
Inoltre, ostacola la creazione di banche troppo grandi per poter fallire e infine offre maggiori garanzie che i debitori possano effettivamente ripagare i propri debiti, onde evitare una nuova crisi come quella dei mutui subprime.
"Il nostro obiettivo - aveva dichiarato Obama subito prima del voto - non è di punire le banche ma proteggere la più vasta economia e il popolo americano dagli sconvolgimenti che abbiamo visto negli ultimi anni".

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