Telefonini, guerra di numeri tra Google e Apple

Un tablet Android: Eken M001
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Secondo la società di analisi NPD, le vendite di cellulari dotati di sistema operativo Android hanno superato quelle di iPhone nel primo trimestre dell'anno. La casa della Mela contesta e porta altre cifre. Ma tra le due aziende è sempre più battaglia

di Raffaele Mastrolonardo

Bei tempi quando Eric Schmidt, amministratore delegato di Google, sedeva nel consiglio di amministrazione di Apple. Il motore di ricerca e la casa delle Mela, unite da un comune nemico, si dividevano diligentemente i compiti: all'azienda di Mountain View la missione di scardinare il domino di Microsoft in rete, a quella di Cupertino l'obiettivo di allentare la presa di Bill Gates nei computer, nei portatili e in altri dispositivi di elettronica di consumo. Altri tempi. Oggi la guerra è più che mai a tre,  non c'è più spazio per alleanze tattiche e anche le due ex sodali hanno cominciato a darsele di santa ragione. Soprattutto nel mercato dei telefonini intelligenti.

Ultimo episodio di questa contesa tra ex-amici è arrivata nei giorni scorsi, quando la società di analisi di mercato NPD Group ha annunciato che nel primo trimestre dell'anno le vendite di telefonini equipaggiati con il sistema operativo sviluppato da Google, Android, hanno superato quelle di iPhone. Nei primi 3 mesi dell'anno i cellulari con il cervello progettato negli uffici del motore di ricerca si sono infatti aggiudicati una fetta di mercato pari al 28 % superando i melafonini, fermi al 21 %. In testa, con il 36 %, Research in Motion (produttrice di Blackberry).

Per Google si tratta di un bell'exploit che testimonia come il sistema operativo open source lanciato nel novembre del 2007 abbia guadagnato in poco più di due anni il favore di un una schiera crescente di produttori e utenti. Le vendite deludenti del Nexus One, il telefonino con motore Android marchiato Google, sono state compensate dal successo di prodotti come il Motorola Droid (Milestone in Italia) o l'Htc Desire le cui vendite stanno andando piuttosto bene nel Regno Unito.

Le cifre che ipotizzano un sorpasso, comprensibilmente, non sono piaciute a Apple. L'azienda si è subito affrettata a contestare i dati di NPD Group e a opporre numeri a lei più favorevoli. Le percentuali proposte dalla società di analisi, secondo l'azienda che ha inventato l'iPod, si basano su un questionario online compilato da 150 mila utenti americani, un numero troppo esiguo per poter essere significativo. Molto di più, hanno ribattuto da Cupertino, contano gli 85 milioni di utenti di iPhone e iPod Touch nel mondo. E se proprio vogliamo parlare di stime, hanno concluso i comunicatori della Mela, meglio guardare alle analisi di Idc che danno all'iPhone una quota di mercato globale del 16,1 % con vendite nettamente superiori a quelle di dispositivi Android.

Sorpasso sì, sorpasso no? Difficile a dirsi. Di certo la contesa si fa sempre più aspra. Dopo tutto, quando Eric Schmidt aveva lasciato la poltrona nel consiglio di amministrazione di Apple, Steve Jobs lo aveva detto chiaro: “Man mano che Google entra sempre di più nel core business di Apple, con Android e ora con Chrome OS (nuovo sistema operativo progettato da Google per interagire meglio con applicazioni web, ndr), l'efficacia di Eric come membro del consiglio di Apple diminuirà significativamente dal momento che dovrà astenersi dal partecipare a porzioni di riunioni sempre più ampie a causa di potenziali conflitti di interesse”.

Era il 3 agosto del 2009. 10 mesi più tardi la battaglia infuria e non risparmia nemmeno polemiche sulle cifre. Guardando indietro, l'unica cosa che Schmidt e Jobs sembrano potersi dirsi è: “c'eravamo tanto amati”.

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